Approvato dalla commissione ministeriale il disciplinare della nuova doc Asti, tipologia secco

La commissione tecnica del ministero dell’agricoltura, cui hanno partecipato anche funzionari della Regione Piemonte, ha approvato il disciplinare della nuova doc Asti tipologia Secco.

“E’ un primo importante passo” commenta Giorgio Ferrero. “La nuova doc rappresenterà un momento significativo del rilancio dell’Asti. Questo primo risultato è frutto di un lavoro di squadra che ha visto impegnati la Regione Piemonte, le rappresentanze agricole, il Consorzio dell’Asti, i produttori e i trasformatori. Stiamo facendo il possibile per difendere e ampliare gli spazi che l’Asti, ma anche altri importanti vini piemontesi, ha sui mercati internazionali. L’Asti tipologia secco può giocare in questo un ruolo importante”.

Per Moreno Soster, il dirigente della Regione che con Elena Piva ha seguito l’intera vicenda, “dopo questo primo sì della commissione tecnica, occorre attendere l’approvazione definitiva da parte del Comitato nazionale vini dop. Siamo ottimisti che a breve si concluda l’iter e la nuova doc sia operativa”.

“L’approvazione del disciplinare della nuova doc Asti tipologia secco, da parte della commissione tecnica del Ministero dell’Agricoltura, è un primo passo – afferma Roberto Cabiale, presidente di Coldiretti Asti e vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega al settore vitivinicolo – di un percorso che speriamo possa essere il più breve possibile.

Occorre continuare questo lavoro di squadra, consapevoli dell’indiscussa qualità delle nostre uve e quindi delle grandi potenzialità del Moscato d’Asti, dell’Asti e dell’Asti nella tipologia Secco. Solo così si potranno mettere in evidenza le notevoli attitudini del nostro territorio che, oltre ad avere produzioni di elevata qualità, è attrattivo dal punto di vista turistico”.

La presidente di Coldiretti Piemonte Delia Revelli ricorda: “Il vino made in Piemonte, grazie ai suoi alti standard qualitativi, è oltretutto molto richiesto all’estero. Questo nuovo prodotto potrà dare un nuovo impulso al comparto, proprio anche sui mercati internazionali, andando a conquistare nuovi spazi”.
“Il vitivinicolo piemontese conta una produzione di oltre 3,5 milioni di quintali di uva e detiene una superficie vitata di 43 mila ettari. Dati che denotano l’importanza economica del comparto per la nostra regione.

Auspichiamo, quindi, che, dopo questo primo sì della commissione tecnica, arrivi in breve tempo l’approvazione definitiva da parte del Comitato nazionale vini dop affinchè la nuova doc diventi operativa”, conclude il Delegato Confederale Bruno Rivarossa.

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