Mostre

AL BAART DI AGLIANO TERME, “JE SUIS ICI” MOSTRA DELL’ARTISTA CUNEESE CRISTINA SAIMANDI

Il titolo in francese, che sottolinea l’importanza di dare valore al presente e all’attimo da vivere, riprende una delle frasi che ricorrono nei suoi lavori di pittura e disegno: parole scritte e a volte cucite, espressioni che attingono a varie lingue in un gioco che ricorda la scrittura automatica surrealista. Il filo che attraversa le tele disegnate è una metafora e diventa il gesto simbolico di ricucire l’esistenza.«Sia nella pittura sia nella scultura – racconta Saimandi – continuo ad amare la sperimentazione, provando lo stesso entusiasmo di sempre. Sono i materiali che diventano protagonisti piuttosto che strumenti di rappresentazione. La materia mi attira e mi attirano i suoi depositi e le sue stratificazioni e modificazioni nel tempo».

La mostra è aperta dal 23 novembre al 31 dicembre 2025.

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140 OPERE IN MOSTRA A PALAZZO MAZZETTI
DEL CANTAUTORE E ARTISTA PAOLO CONTE
Dal 5 novembre, Palazzo Mazzetti di Asti presenta una mostra inedita e dal grande fascino: “PAOLO CONTE. Original”, la prima grande mostra dedicata al grande poeta, cantautore e compositore italiano e alla sua espressione artistica nata ancora prima della musica: la pittura.
Paolo Conte è uno degli artisti più amati del nostro tempo, icona indiscussa della storia della canzone d’autore, acclamato dai più prestigiosi palcoscenici internazionali, dal Blue Note di New York alla Philharmonie Berlin, dall’Olympia di Parigi al Teatro alla Scala di Milano.
“PAOLO CONTE. Original” è la più ampia mostra mai dedicata in Italia e all’estero al grande musicista italiano amato in tutto il mondo e svela, attraverso oltre 140 opere, l’anima pittorica del celebre cantautore.
Un’occasione unica per scoprire il lato più intimo e inedito di un artista che ha fatto della libertà espressiva il suo segno distintivo.
“Il disegno è uno dei miei due vizi capitali, più antico di quello per la musica e le canzoni” Paolo Conte.
Che si tratti della sua musica o dei versi delle sue canzoni o dei suoi disegni, alla base del suo processo creativo c’è un aspetto fondamentale e immediatamente riconoscibile: il suo stile unico, inconfondibile, fedele solo a se stesso.
In questa direzione si muove la mostra, la più ampia mai realizzata: 143 lavori su carta, eseguiti con tecniche diverse e in un arco di tempo di quasi settant’anni.
Paolo Conte ha coltivato per tutta la vita una riservata passione per l’arte visiva, formandosi come pittore e disegnatore. Dopo aver esposto nel 2000 al Barbican Hall di Londra e in diverse città italiane fino al 2007, nel 2023 Paolo Conte è invitato a esporre alla Galleria degli Uffizi, confermando il suo legame profondo con l’immagine.
I suoi lavori conducono lo spettatore al centro stesso della sua poetica: elegante, malinconica, jazzata e ironica.
In mostra, opere mai esposte, tra cui Higginbotham del 1957, a tempera e inchiostro, dedicata a uno dei primi grandi trombonisti jazz. Altro nucleo importante della mostra è costituito dalla selezione di tavole tratte dalle oltre 1800 di Razmataz, l’opera interamente scritta, musicata e disegnata da Paolo Conte.
Ambientata nella Parigi vitale e autunnale degli anni Venti, Razmataz celebra – dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina – l’attesa e l’arrivo in Europa della bellezza della giovane musica americana, il jazz. Razmataz svela la capacità di Paolo Conte di fissare sulla carta atmosfere e personaggi, in una libertà formale che richiama le avanguardie del primo Novecento, “un periodo – afferma l’artista carico per me di sensualità, di una immediata danzabilità che lo contraddistingue”.
Infine una terza sezione di opere su cartoncino nero in cui Paolo Conte si affida alla suggestione delle linee e dei colori in un omaggio garbato, talvolta venato di ironia, alla musica classica, al jazz, alla letteratura, all’arte.
Specificità della mostra è inoltre il percorso espositivo: le opere si susseguono secondo una scelta scrupolosa e sorprendente, espressione del suo universo poetico assolutamente singolare. E questo non poteva che avvenire sotto la guida stessa del Maestro Paolo Conte, e del suo sguardo autentico, inimitabile, original, con una sola avvertenza: “Lasciare al pubblico – riprendendo le sue parole – la possibilità di immaginare con libertà massima”.
La mostra è un’opportunità rara per scoprire il lato più visivo e nascosto di un artista immenso.
La mostra, con il contributo concesso dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, è realizzata dalla Fondazione Asti Musei, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Regione Piemonte, Città di Asti, in collaborazione con Arthemisia con Fondazione Egle e Paolo Conte e REA Edizioni Musicali, con il contributo di Fondazione CRT, con il patrocinio della Provincia di Asti ed è curata da Manuela Furnari, saggista e autrice dei più importanti testi critici sull’opera di Paolo Conte.
Vede come sponsor la Banca di Asti e come media partner La Stampa.
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MOSTRA “PELLEGRINI DI SPERANZA. BOVO, CONTARDO, ROCCO”, A TORTONA fino al 30 novembre 2025

L’importante mostra “Pellegrini di Speranza. Bovo, Contardo, Rocco” inaugurata il 15 maggio al Museo Diocesano di Tortona (MuDi) è  visitabile fino al 30 novembre 2025.

Tra i capolavori in esposizione figurano: il Polittico di San Bovo di Manfredino Boxilio (1495), opera fino a oggi conosciuta solo attraverso una fotografia in bianco e nero, ed esposta al pubblico per la prima volta; la Madonna col Bambino in trono e i Santi Francesco, Antonio Abate e Bovo del Guercino (1616-1617); i Santi Geminiano, Omobono e Contardo di Francesco Stringa (1699 circa).

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MOSTRA “GRAFICHE. VIAGGIO NEL NOVECENTO ITALIANO”

Inaugurata domenica 9 novembre, allestita nel suggestivo spazio municipale della Sala delle Stelle, la Città di Canelli ha presentato, per la prima volta,  a cura di Federica e Adriano Parone, un’ampia selezione di opere grafiche – disegni, chine, incisioni, xilografie – scelte da una locale collezione privata.

Si tratta per lo più di autori piemontesi del Novecento figurativo, con qualche interessante sconfinamento -Aldo Carpi, i futuristi Leonardo Dudreville e Ugo Pozzo, Luigi Spazzapan, Antonietta Raphael Mafai e il versiliese Lorenzo Viani -.

Accanto al gruppo dei Sei di Torino – rappresentato da Enrico Paulucci, Francesco Menzio, Gigi Chessa e Nicola Galante – è presente uno studio per un viso di donna firmato dal maestro Felice Casorati, scortato da lavori dei suoi allievi Nella Marchesini e Riccardo Chicco.

Sono inoltre presenti opere di Giulio Da Milano, Agostino Bosia, Ugo Malvano, Carlo Follini e magistrali incisioni di Cino Bozzetti.

Con il patrocinio del Comune di Canelli

L’esposizione grafica rimarrà aperta al pubblico fino al 30 novembre, con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30; venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Su prenotazione al numero 366 2182935. Ingresso libero.