La Mas Pack Packaging non conosce crisi

Le aziende meccaniche del distretto industriale Canelli-Santo Stefano Belbo, nonostante la grande crisi nazionale, non solo hanno tenuto, ma alcune sono cresciute. Se qualche difficoltà si è riscontrata, non sembra imputabile a mancanza di ordini. Ne abbiamo parlato con Dario Scaglione fondatore della Max Packaging di San Marzano Oliveto. 

SCAGLIONE DARIO«L’approccio conviviale con i clienti, spontaneo per cultura, sempre curato nei dettagli, entusiasma soprattutto gli interlocutori russi, ma anche francesi ed europei». E’ con questo taglio che, nel nuovo ambiente riservato al ricevimento dei clienti, ci accoglie Dario Scaglione, imprenditore poliedrico che rivendica origini contadine, con il relativo senso pratico e il piacere di condividere la buona tavola sia con gli amici che con i clienti.

Il presidente e fondatore della Mas Pack Packaging continua: «E’ in questa cucina casalinga, in stile moderno e super attrezzata che si tengono le principali riunioni di Mas Pack.
Del resto, è questo il modo migliore per presentare le nostre iniziative, le macchine, il prodotto visto nel suo ambiente naturale, ma soprattutto perché fare affari è innanzitutto una questione di relazioni».

L’azienda, nata nel 1997, in un locale in affitto di 300 mq, con cinque operai costruiva macchinari per il mercato piemontese. Da allora la crescita è stata esponenziale. Ora l’organico è di 75 persone, con una struttura di proprietà di oltre 7.000 mq, con una presenza commerciale in 35 Paesi.

L’azienda produce macchine da imballaggio per il vino, olio, liquori e ogni altro tipo di bevanda, senza trascurare farine e cereali.
Insieme al figlio Gianluca, amministratore delegato, i responsabili commerciali Fabio Porto e Massimo Laiolo e uno staff altamente tecnico e professionale, vengono trattate bottiglie e prodotti diversi a seconda delle regioni del mondo, dalla birra per la Norvegia al Rum per le Barbados, vini Cileni e Sud Africani o Cognac Francese.

«Oggi i clienti e il fatturato – spiega Fabio Porto – sono in crescita costante. Circa l’80 per cento deriva dal settore vino, liquori, olio e beverage in genere, il 10 per cento dall’alimentare e il restante 10 per cento dalla chimica. Il 60 per cento dei nostri lavori interessa l’Europa, in particolare Italia, Francia Spagna e Portogallo; il 20 per cento il Sud America, in particolare il Cile, e i restanti sono suddivisi tra Sud Africa, Australia, Cina e Russia».

La Mas Pack Packaging progetta, sviluppa e produce, interamente in 3d, una gamma completa di macchine per tutta la linea dell’imballaggio, con la stessa efficienza produttiva per linee da 1.000 a 30.000 contenitori/ora: partendo dalla depaletizzazione, alla formatura e chiusura di cartoni americani, passando dall’incartonamento delle bottiglie in posizione verticale o orizzontale, chiudendo le linee con sistemi di paletizzazione e isole robotizzate per creazione di display pallet.

La filosofia aziendale è quella di riuscire a soddisfare le specifiche esigenze della clientela, progettando e realizzando impianti e linee su misura, con soluzioni innovative per risolvere problematiche di spazio, di produzione, di instabilità del prodotto da manipolare.

«La qualità dell’innovazione tecnologica che applichiamo ai nostri prodotti – racconta Dario Scaglione – ci è stata riconosciuta da giurie nazionali e internazionali con premi relativi alla tecnologia. In particolare, siamo fieri del premio per l’innovazione, assegnato alla fiera Sitevi 2013, assegnato a Montpellier e del riconoscimento New Tecnology ‘Lucio Mastroberardino’ del Simei».

Nella filiera del vino e del beverage, il momento più delicato si ha nel passaggio dalla manualità e artigianalità all’automazione robotizzata e, ancor più, quando la quantità è vasta.

«È probabilmente questo il momento più delicato – spiega Dario Scaglione – con esigenze sovrapposte di diversa natura: dal mantenimento della qualità alle prestazioni degli impianti, dalla necessità di adattamento al contesto produttivo specifico, al contenimento dei costi».

Nella filiera della bottiglia, il ruolo specifico della Mas Pack Packaging è il confezionamento. «Il nostro know-how permette di essere un punto di riferimento per la consulenza e progettazione di fabbriche e impianti, di assumere il ruolo di capo commessa con fornitura “chiavi in mano” di linee complete, di fornire la tecnologia del confezionamento, del trasporto, dell’imballaggio e della paletizzazione».

Innovazione e studio di soluzioni sempre più all’avanguardia rappresentano elementi fondamentali per competere nel settore, tant’è che quasi un terzo del fatturato aziendale viene reinvestito in ricerca e sviluppo.
Questo ha consentito di mettere a punto apparecchiature estremamente performanti, in particolare fra quelle destinate all’imbottigliamento.

«Uno dei macchinari più innovativi è il cestonatore-decestonatore – chiude Scaglione – È una macchina adatta all’introduzione in orizzontale e alla successiva rimozione, dopo l’invecchiamento, delle bottiglie dentro a contenitori in acciaio elettrosaldato o dentro apposite forme, dette vinplast. Questa operazione, un tempo fatta esclusivamente a mano, consente di velocizzare ed economizzare il personale di linea».

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