La famiglia Bosca ha festeggiato quasi due secoli di attività

E’ la sesta generazione della famiglia Bosca che il primo gennaio ha festeggiato i 186 anni di vita. Casa Bosca nasceva infatti il 1 gennaio del 1831 quando Pietro Bosca comprese che era tempo di passare dalla produzione di uva, lui nato sulla collina di Sant’Antonio, culla del Moscato, alla commercializzazione del vino.

Da allora è stata una cavalcata continua fatta di successi e nuove frontiere. Pioniere del nuovo corso fu Luigi Bosca figlio di Pietro che, nella seconda metà dell’800, portò il vino canellese, primo fra i piemontesi, tra gli emigranti in America tanto da meritarsi l’appellativo di “Vivandiere degli emigranti”. Nel 1860 creò la prima succursale all’estero, vicino al porto di Nizza, da cui partì per ventitrè traversate atlantiche. Nel 1889 aprì la prima sede d’oltremare a Buenos Aires, diretta dal figlio Pietro, dove si potevano trovare Moscato, Malvasia, Barbera, Freisa, Nebbiolo, Grignolino, Brachetto, Barolo Extra.

Nel 1901 all’altro figlio Carlo il compito di dirigere la filiale di New York. In virtù del principio per cui lo spumante Bosca deve sempre seguire gli emigranti, il nipote Luigi portò il suo marchio in Svizzera, il primo paese per numero di italiani, e poco dopo in Belgio, altro punto focale dei flussi italiani nel dopoguerra. Innovando il prodotto fu poi la volta del mercato tedesco, israeliano, in tutta Europa, America, Australia, Africa. Poi vennero gli anni del Canej, la geniale intuizione di Luigiterzo, e gli spumanti fruttati conosciutissimi all’estero.

Oggi alla guida dell’azienda, l’unica canellese rimasta saldamente nelle mani della famiglia del fondatore, ci sono Pia, amministratore delegato, con i fratelli Polina e Luigi.

<Il nostro motto è innovare sempre: ciò che funziona è già superato> è la filosofia dei tre giovani. Bosca produce 75 milioni di bottiglie l’anno negli stabilimenti di Costigliole d’Asti e Kaunas, in Lituania e le distribuisce in quaranta Paesi. In Russia ha stretto un accordo produttivo a Kalinigrad che permette di integrare la produzione mentre in India lavora in joint venture. Impiega cento dipendenti, di cui trenta nelle aziende agricole di proprietà dove coltiva 103 ettari di vigne nelle più pregiate aree vitivinicole del sud Piemonte.

I mercati più importanti sono negli Stati Uniti e l’Est Europa ma, anche, in Africa, ai Caraibi, Israele. <Aree – spiega Pia Bosca – meno “battute” dai nostri colleghi dove siamo entrati, ad esempio, con gli spumanti Kosher per offrire a tutti la possibilità di brindare rispettando i dettami delle proprie leggi>.

Da qualche tempo Casa Bosca ha stretto un accordo con Alitalia Ethiad dove, sulle rotte musulmane, viene offerta una flute di spumante senza alcool. Il miglior mercato per l’azienda canellese è, oggi, la Russia. Il prodotto di punta, Bosca Anniversary, detiene da solo, con tutte le sue varianti, una quota di mercato vicina al 10%.

Bosca è anche sinonimo di Solidarietà, cultura e Unesco. Le “cattedrali sotterranee” di via Giuliani sono una delle quattro cantine storiche Patrimonio dell’Umanità dal 2014. Nel tour di visita, tra pupitre e “cappe” di bottiglie metodo classico in maturazione, ci si imbatte nelle sculture di Paolo Spinoglio e le installazioni di Eugenio Guglielminetti.

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