CPIA Asti, la scuola statale degli adulti con oltre 3.500 iscritti

C’è una scuola ad Asti che non compare nelle classifiche, non finisce nei dibattiti televisivi e raramente conquista le prime pagine. Eppure, è una delle realtà educative più dinamiche e decisive del territorio. È il CPIA 1 Asti, l’Istituto Scolastico Statale per l’Istruzione degli Adulti, e racconta meglio di molte analisi lo stato della società contemporanea.

Perché dentro quelle aule non ci sono solo studenti: ci sono lavoratori che cercano una seconda possibilità, cittadini stranieri che imparano la lingua, giovani adulti a rischio dispersione che riprendono un percorso interrotto, storie quotidiane di crescita e riscatto personale e sociale.

I numeri restituiscono con chiarezza la dimensione del fenomeno: oggi il CPIA di Asti conta oltre 3500 studenti, con un balzo in avanti di quasi 500 iscritti rispetto allo scorso anno.

Nella sede centrale di Asti: si è passati da 1.246 studenti nel 2022 a oltre 2.182 nel 2026, segno di un incremento costante e significativo. Anche nelle altre sedi si registrano numeri importanti, come nell’area del nord-ovest della provincia, con sede principale nel polo di Villafranca d’Asti creato nel 2022, dove studiano in tutto 435 studenti.

Negli ultimi anni il CPIA di Asti ha registrato una crescita significativa non solo nel numero degli studenti, formato da adulti e giovani adulti di nazionalità italiana e straniera, ma anche nella varietà dei corsi offerti.
In particolare, importanti sono i percorsi di apprendimento della lingua italiana, segno di una domanda crescente legata all’integrazione dei cittadini stranieri. Accanto a questi, si consolidano i percorsi di primo livello, fondamentali per il conseguimento della licenza media e il proseguimento degli studi.

Crescono inoltre in modo evidente i percorsi di Garanzia delle competenze, come informatica e lingue straniere, sempre più richiesti per esigenze lavorative e culturali. Anche i percorsi integrati con le scuole superiori mostrano una solidità significativa, confermando l’interesse del territorio verso il conseguimento del diploma in tre anni che coinvolge ogni anno circa 100 studenti adulti.

Tali percorsi permettono agli adulti di completare gli studi superiori negli indirizzi di Informatica, Meccanica, Agraria, Enogastronomia e ospitalità alberghiera, in collaborazione con le scuole superiori “Artom” e “Penna”.

Attualmente sono attive ben 80 classi nei percorsi istituzionali e 50 nei percorsi di Garanzia delle competenze (corsi brevi), a dimostrazione di un’offerta sempre più ampia e attenta alle richieste del territorio astigiano.

È il segnale di una trasformazione profonda. Cresce la domanda di istruzione tra gli adulti, cresce il bisogno di competenze, cresce soprattutto la richiesta di strumenti per non restare ai margini. E il CPIA, da anni, è il luogo in cui questa domanda trova risposta.

Negli anni ’90 nascono i Centri Territoriali Permanenti, pensati per offrire alfabetizzazione e formazione di base agli adulti. Era un’Italia diversa, ma già attraversata da cambiamenti sociali importanti.
Con la riforma del 2012 questi centri diventano CPIA: istituzioni scolastiche statali autonome, il cui personale fa capo al Ministero dell’Istruzione, con un’offerta che va ben oltre la semplice istruzione di base.

Ad Asti, questa evoluzione si traduce in una rete complessa e capillare: 15 sedi dislocate tra città e principali centri della provincia, presenza nel carcere, collaborazioni con le scuole superiori. Un sistema che si è adattato, anno dopo anno, alle esigenze di un territorio in movimento.

La crescita del CPIA di Asti si riflette anche nella sua diffusione territoriale. L’istituto è oggi articolato in cinque sedi principali – Asti, Canelli, Nizza Monferrato, Villafranca d’Asti e la sezione carceraria – a cui si aggiungono 10 punti di erogazione decentrati nei comuni della provincia.

È qui che si costruiscono percorsi di alfabetizzazione per chi arriva da altri Paesi, si riprendono gli studi recuperando anni scolastici perduti, si acquisiscono competenze utili per il lavoro. Si punta quotidianamente su coesione sociale e riduzione dei divari (dando una chance contro la dispersione e l’abbandono scolastico), sviluppo economico locale (lavoratori riqualificati rendono le aziende più competitive) e sicurezza e integrazione (chi impara la lingua e un mestiere esce dai margini).

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