E’ iniziata la raccolta del Moscato

MOSCATO UVAOttima annata del Moscato con uva molto bella, sana, ottima qualità. “Ci vorrebbe una lieve riduzione delle temperature – rilasciava, prima delle piogge agostane, Piero Bosca, tecnico viticolo della Coldiretti Asti – L’ideale sarebbe un po’ d’acqua ed una temperatura compresa tra i 25 e i 28 gradi”.

Detto fatto. E così “siamo in presenza delle giuste condizioni per un’ottima annata, la vite ha reagito bene all’ondata di caldo. La quantità buona, ma non abbondante, la qualità è veramente ottima. Chi ha lavorato bene, con giusti interventi contro la peronospora e l’oidio, e non ha esposto troppo al sole le uve scoprendole delle foglie, potrà avere grandi soddisfazioni”.

Giovanni Bosco, presidente del CTM (Coordinamento Terre Moscato): “Nei giorni scorsi è iniziata la raccolta dello Chardonay e del Pinot per l’Alta Langa. Lunedì 24 agosto, inizierà quella del Moscato. Ovviamente non tutta la produzione è già tutta pronta: più si va in su e più si deve tenere conto della maturazione che ai 200 metri di Moncucco è già fatta, ai 400 è ancora bene aspettare un’altra settimana. Intanto, le ditte inizieranno a pigiare venerdì 28 agosto.

Si tratta di un’annata con un quadro aromatico stupendo, il migliore degli ultimi anni; una gradazione eccezionale; la siccità non ha dato problemi e l’uva è sana; in tutte le zone ci aspettiamo una vendemmia omogenea”.

Un entusiasta Giuseppe Bocchino, presidente e cofondatore del “Moscato Canelli” (10 produttori, 23 Comuni aderenti, 100mila bottiglie lo scorso anno), così apre: “Pioggia benefica! Uva molto bella, sana, di ottima qualità. Per raccogliere il Moscato, aspettiamo ancora qualche giorno, la fine di agosto. Abbiamo a che fare con un’annata ottimale sia per la qualità che per la quantità giuste. Questa è la previsione anche per i rossi. Con il nostro ‘Moscato Canelli’, nato appena tre anni fa, speriamo ancora di crescere sia come produttori che in produzione”.

Accordi e previsioni. Ampiamente prevedibile è stato l’accordo della paritetica, del resto già precisato, l’anno scorso, fissato nel 2014 in 10,7 euro al miria e 100 quintali/ettaro la resa.
Ha fatto e fa discutere la richiesta degli industriali di una ‘riserva’ che la Regione potrà concedere solo se ci sarà l’unanimità di consensi da parte agricola. Un’ipotesi che vede schierati contro la Coldiretti e la Produttori guidata da Giovanni Satragno. Possibilista lo schieramento di Agrinsieme (Confaagricoltura, Cia, Alleanza delle Cooperative).

Per Massimo Marasso, direttore tecnico della Martini Sant’Orsola e vicepresidente del Consorzio (parte industriale): “Se il moscato ripartisse sarebbe un vantaggio per tutti, viticoltori soprattutto”.
Per Giovanni Satragno presidente della Produttori invece: “Ci sono già 310mila quintali di mosto ‘stoccato’, mentre l’accordo di filiera ne prevedeva un massimo di 200-250mila.

Per Stefano Ricagno, vicepresidente della parte agricola del Consorzio: “Bisognerebbe valutare il trend delle vendite nell’ultimo periodo e poi in base a questo decidere se ricorrere o meno al blocage-deblogage”, cioè la possibilità, qualora il mercato lo richiedesse, di sbloccare e rendere docg una parte (5 quintali all’ettaro) delle uve eccedenti.

In merito alla richiesta della parte industriale di poter ricorrere al blocage-deblogage, l’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, fa sapere: “Dopo gli ultimi incontri, non mi pare che ci siano le condizioni per un seguito. Dopo la vendemmia, però, conto di riunire le parti e cominciare a pensare al 2016”.

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