Messaggio pasquale del vescovo della Diocesi di Acqui

VESCOVO DI ACQUI MICCHIARDI PIER GIORGIOPubblichiamo il messaggio pasquale del vescovo della Diocesi di Acqui mons. Pier Giorgio Micchiardi:

“Cari amici diocesani, siamo in tempo di giubileo. Una caratteristica di questo giubileo della misericordia, voluto da papa Francesco, è la presenza, nelle Diocesi, della “porta santa”. In Diocesi sono state aperte quattro “porte sante”: in Cattedrale; al Santuario della Madonna della Rocche; al Santuario della Madonna delle Grazie in Cairo Montenotte; al Santuario di Santa Maria Domenica Mazzarello, a Mornese.

Qualcuno potrebbe porsi la domanda: se passo tante volte attraversare la “porta santa”, posso ottenere, altrettante volte, il dono dell’indulgenza?

Certamente sì, se è nelle disposizioni di animo richieste e se pone determinati gesti di preghiera.

Naturalmente l’indulgenza può essere lucrata solo una volta al giorno.

Al di là del pur grande dono dell’indulgenza, attraversando la “porta santa”, dobbiamo chiedere, al Signore una grazia che possiamo esprimere così: “Fa, o Signore, che io sperimenti sempre più il fatto di essere un peccatore perdonato”.

Un peccatore perdonato”: è una espressione cara a papa Francesco.

È una grazia, quella sopra ricordata, da chiedere al Signore, perché possiamo affermare in teoria che siamo peccatori, senza esserne, in pratica, convinti.

Anche al perdono possiamo credere, ma, spesso, ne gustiamo solo l’aspetto di liberazione della nostra coscienza, conseguenza pur bella, ma non la principale. Essa consiste nella consapevolezza, fondata sulla fede, della riacquistata o riapprofondita amicizia col Signore.

Mentre riscopriamo il nostro essere peccatori, dobbiamo anche pensare, e farcene carico in qualche modo, al male presente nel mondo. Non sto a farne un elenco: basta richiamare le scene e le notizie che vediamo al telegiornale. Accenno solo al problema dei profughi che fuggono da paesi martoriati dalla guerra e dalla fame. Mentre ci rendiamo conto di tanto male, offriamo al mondo ferito dal peccato i frutti del perdono da noi ricevuto dal Signore!

Per renderci sempre più consapevoli di essere peccatori perdonati, è necessario che cresca la nostra adesione di fede in Cristo Gesù.

Ripensiamo all’episodio avvenuto a Cesarea di Filippo (Cfr. Matteo 16, 13 -20) nel quale Gesù sollecita i suoi apostoli a rivedere il loro rapporto con lui: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Gesù non vuole risposte che appaiano definizioni astratte; Gesù vuole il coinvolgimento personale. L’interrogativo: “Chi sono io per te?” pone la domanda nel segno dell’amicizia. Gesù invita a cercare dentro di noi. La nostra risposta ideale dovrebbe essere: “Incontrare te è stato l’affare migliore della mia vita”. L’interrogativo “Chi sono io per te” assomiglia a quello che si pongono gli innamorati: “quanto posto hai nella mia vita?”.

Gesù, con la domanda agli apostoli, vuole accertarsi che Pietro e gli altri siano degli innamorati che gli hanno aperto il cuore.

Pietro risponde con l’irruenza che gli è tipica: “Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente, il suo braccio, la sua bocca, il suo volto, il suo nome”. E, tuttavia, la sua risposta non è sufficiente.

Il racconto evangelico riferisce, a questo punto, il comando di Gesù: “Ordinò loro di non parlare di lui ad alcuno”.

Perché? Perché gli apostoli non avevano ancora sperimentato una realtà decisiva per Gesù: un uomo in croce. In croce, ma anche risorto!

Sono proprio la sua croce e la sua risurrezione che, accolte da noi, potranno porre nel nostro cuore germi di vita nuova, germi di risurrezione e consapevolezza che il nostro essere peccatori può mutarsi davvero in essere perdonati.

Solo con questa consapevolezza profonda potremo annunciare e testimoniare con efficacia agli altri la misericordia di Dio. Molti, pur professandosi non credenti o in ricerca della fede, celano un grande desiderio di credere, ma temono di avvicinarsi alla Chiesa per paure di essere indottrinati.

Ciò che papa Francesco propone per una testimonianza efficace è la via umile delle persone credenti, che possono spostare continenti e montagne.

Un tantino di misericordia, egli dice, può cambiare il mondo. Questa è la rivoluzione cristiana. È il ritorno al Vangelo, una rivoluzione della misericordia!

Buona Pasqua 2016″

+ Pier Giorgio Micchiardi Vescovo di Acqui

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