La piazza centrale di Canelli ha perso uno dei suoi alberi più antichi. Un grosso platano, dal tronco di oltre 300 cm di circonferenza, è giunto al termine della sua lunga vita. Nei giorni scorsi la sua chioma è stata decisamente ridimensionata per evitare che alcune branche crollassero improvvisamente. Presto dovrà essere completamente abbattuto. Era reduce da diverse offese ricevute nel tempo passato, tecnicamente dette capitozzature (taglio del capo). Prima dell’intervento si presentava tutto sbilanciato da una parte, con le branche opposte ridotte a piatte ferite circolari, con 30/40 centimetri di diametro, incompatibili con le vita stessa dell’albero in quanto autostrade aperte ai patogeni pronti ad attaccarlo. Il male peggiore però era un altro. Un perito, esaminata la situazione, ne ha decretato l’abbattimento. Il rischio consisteva in una lunga crepa, apertasi in passato sul tronco in seguito al totale sbilanciamento della chioma, che partiva dall’ inserzione delle branche e scendeva verso il basso, rendendo tutta la rimanente parte della chioma sbilanciata e soggetta a improvvisi crolli.
Sull’evento diversi canellesi hanno espresso le loro valutazioni, sia emotive sia fondate su alcune competenze. La perdita è grave, cambia l’aspetto della piazza e tocca tutti i cittadini. Noi facciamo una semplice considerazione: mai più trattamenti scorretti sul patrimonio arboreo della città, mai più potature drastiche, devastanti l’estetica e la funzionalità della pianta. Gli alberi nel contesto urbano sono di vitale importanza: fanno ombra fresca, dispensano benessere e serenità, aria pulita e biodiversità, attutiscono i rumori. Non sono degli arredi urbani senza vita. Sono organismi viventi, ognuno col suo portamento, ognuno con la sua specificità, valore ed eleganza.
Ci auguriamo che questo triste evento sia di monito per la futura gestione del nostro prezioso patrimonio arboreo.
Romano Terzano
