Dall’Intercap di Canelli una capsula del tutto biocompatibile

La Francia, il Caucaso e l’Italia legate da un vincolo enologico che ha come collante la cucina monferrina, il tutto nella spettacolare cornice delle colline Patrimonio dell’Umanità-Unesco.

E’ stata questa l’idea che ha ispirato Graziano Bocchino, titolare della Intercap azienda leader nel campo delle capsule di chiusura per bevande e alimenti, nell’accogliere clienti e fornitori in occasione di “Canelli, Città del Vino”, la kermesse enoica di fine giugno che ha aperto all’enomeccanica.

“Amore, anima, arte” è il titolo delle tre serate che l’imprenditore, un mix di anima, inventiva, estro e molta passione, ha tenuto a battesimo nella foresteria dell’azienda. Tre appuntamenti esclusivi durante i quali tre chef hanno esaltato le proposte enologiche d’Oltralpe, Georgia e Piemonte.

«Un modo per far conoscere il nostro territorio, che non a caso è entrato nell’esclusivo club dei siti tutelati dall’Unesco, abbinato ai vini di Paesi che hanno fatto la storia enologica mondiale» spiega Bocchino.

La prima serata si è aperta con il menù servito dal ristorante “I Bologna” di Rocchetta Tanaro. Nei bicchieri i classici francesi di Bodeaux e i Chateau della Borgogna, i delicati Mukhrani e i Monastery del Caucaso e, per il Piemonte, la barbera “Pomorosso” di Casa Coppo.

Seconda serata con i piatti del ristorante “Violetta” di Calamandrana accompagnati ancora da Chateau e Borgogna, i delicati Besini e Levinari della Georgia e il superbo Barolo Cerequio di Chiarlo. Serata di chiusura con lo stellato “San Marco” di Mariuccia e Piercarlo ferrero che, accanto ai Chateau francesi, i Naotari Yvareli caucasici ha sfoggiato il Gavi di Villa Lanata.

Tutto supervisionato dall’enogastronomo Beppe Orsini che spiega così la scelta di piatti e vini: «Tre grandi ristoranti che hanno esaltato superbi vini. Perché la Georgia? Perché qui, ottomila anni fa, già si conosceva la vita e l’arte di produrre vino».
Per Graziano Bocchino è stata «una grande esperienza, che ha stupito tutti lasciando un ricordo indelebile delle nostre colline».

Sensibilità di un imprenditore che, dal 1986 anno di fondazione dell’azienda di regione Dota, ha saputo conquistare passo dopo passo i mercati internazionali. Intercap oggi è tra i leader mondiali nella produzione di clousere per spumanti, vini, liquori ma anche per ogni altro contenitore che necessiti di questo componente. Negli anni gli impianti di Intercap si sono perfezionati sempre più, diversificando la produzione e diventando biocompatibili.

«Abbiamo realizzato una capsula con un innovativo materiale, unico al mondo, per essere totalmente biocompatibile e a impatto zero- dice orgoglioso Graziano Bocchino – . Essendo il polimero all’interno di origine vegetale e non utilizzando colle durante la sua produzione, Polynature è riciclabile al 100% e idoneo al contatto alimentare».

Inoltre l’azienda di via Antica Fornace ha realizzato un nuovo metodo di stampa digitale che «supera le restrizioni della stampa in rotocalco, permettendo di personalizzare le capsule delle bottiglie senza limiti. Il nostro è un impegno forte, ma ci crediamo». Intercap occupa una settantina di dipendenti, esporta in tutto il mondo ed è presente con società e partneship in Francia, Cile e altri Paesi.

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