La rivista “Astigiani” alla Douja d’Or

copertina Astigiani La rivista trimestrale di storia e storie “Astigiani” è entrata nel quarto anno di vita e torna, come da tradizione, a presentare il numero di settembre (il 13°) alla Douja d’or, venerdì 18 settembre, dalle ore 17, con l’epopea delle cantine sociali e la sorpresa di un Palio “dimenticato”. Centoventi pagine di racconti, testimonianze, foto storiche.

La rivista si aprirà alle migliori ricerche storiche degli studenti astigiani. Sarà come sempre una presentazione animata con ospiti e sorprese e adatta alla location della Douja, visto il tema del servizio di copertina che racconta la nascita e l’evoluzioni delle cantine sociali nel’Astigiano. Un viaggio ricco e documentato nella cooperazione enologica dove non sono mancate ombre e delusioni. Dal boom degli anni ’60, quando si contavano una cinquantina di cantine cooperative, allo scandalo dell’Asti Nord, alla lenta ripresa legata alla capacità di stare sul mercato.

Il sommario della rivista (120 pagine, in vendita in tutte le edicole e le principali librerie dell’Astigiano a 7 euro) comprende altri spunti curiosi a cominciare dalla scoperta di un “misterioso” drappo del Palio corso nel 1938 e vinto da Valleandona.

Sfogliando le pagine di Astigiani si trova anche un inedito confronto su come era presentata e raccontata Asti ai turisti nel 1933 partendo da una rara guida d’epoca della città.

Altro viaggio nella storia di grande attualità è dedicato all’Asti calcio: oltre 80 anni di vita e campionati dei “galletti” ricostruiti anche grazie ad una sorprendente tabella, con risultati, volti e storie dei personaggi, calciatori e dirigenti che hanno segnato la travagliata storia biancorossa.

Una sorpresa in più sarà scoprire che la “voce del fascismo” era astigiana, la stentorea colonna sonora delle imprese del Duce all’Istituto Luce era di Guido Notari, nato ad Asti, che dopo la guerra cambiò tono e seppe divenire famoso nei cinegiornali.

Pochi sanno chi furono i “Brandalucioni” bande di fanatici religiosi che misero a ferro e fuoco il Piemonte e anche l’Astigiano alla fine del Settecento. Per saperne di più leggere Astigiani .

La rivista dedica l’Album di famiglia alle foto-quiz, spesso inedite, di astigiani che negli anni scorsi hanno sfilato al Palio e al Festival delle Sagre.

L’intervista del “Confesso che ho vissuto” è a Giovanni Perosino, campione motociclistico del Dopoguerra e storico concessionario di auto e moto.

La rivista Astigiani è arricchita della rubriche. Da questo numero parte “Made in Asti” dedicata alla storia di uomini e imprese che mandano il loro marchio nel mondo. Si comincia dai Gamba, famiglia di bottai a Castell’Alfero da sette generazioni.

Astigiani racconta anche di passioni per la lirica, di chi si è inventato un ospedale per i rapaci, di un giovane colpito dal mal d’Australia, della Lega dei singoli, di un maestro elementare speciale e di un nonno da “cinema Paradiso”.

Storia e storie intrecciate com’è nello stile della rivista che prosegue nel suo “miracolo editoriale”, affidandosi alle sole vendite nelle edicole e al numero crescente di abbonati.

Durante la presentazione il direttore Sergio Miravalle, illustrerà anche il progetto “Astigiani in classe” che porterà la rivista nelle scuole superiori offrendo in questo anno scolastico agli studenti spunti e strumenti per ricerche storiche attinenti alla vita del territorio astigiano. Le migliori saranno pubblicate anche sulla rivista.

Ecco chi sono gli autori che hanno contribuito a far nascere il numero 13 di Astigiani: Erika Abate, Mauro Aspromonte, Alessandro Besio, Mimma Bogetti, Armando Brignolo, Federica Chiola, Lucilla Conte, Pier Ottavio Daniele, Marida Faussone, Roberta Favrin, Aldo Gamba, Paola Gho e Giovanni Ruffa, Carlo Lisa, Sergio Miravalle, Gianfranco Monaca, Paolo Monticone, Giulio Morra, Fiammetta Mussio, Enrico Panirossi, Paolo Raviola, Alessandro Sacco, Pippo Sacco, Stefano Scavino, Flavio Tosetti, Gianni Truffa.

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