CPIA, l’8 marzo e le lotte delle donne

Il CPIA. l’Istituto statale per l’istruzione degli adulti, dedica una lezione pubblica alla storia delle lotte delle donne.

L’8 marzo alle  18.30 il CPIA di ASTI in collaborazione con l’ISRAT organizza la diretta Streaming “D come Donna”. Ospite della serata sarà Nicoletta Fasano, ricercatrice dell’Israt, Istituto per la Storia della Resistenza e nella Società Contemporanea in Provincia di Asti. L’ISRAT è una delle più belle e proficue esperienze di Ricerca Storica e di attività educativa sul nostro territorio e non solo. Un piccolo esempio astigiano di come si possa far ricerca e cultura in modo appassionato. Inevitabile che CPIA e l’Israt abbiano da tempo condiviso una passione per l’educazione alla cittadinanza e percorsi comuni.

L’iniziativa fa parte del percorso“Alfabeti di cittadinanza” il percorso di educazione civica rivolto ai cittadini che il CPIA sta portando avanti in un cartellone molto ricco dedicato all’educazione civica. Il CPIA, da sempre impegnato in percorsi culturali insieme all’ISRAT, da molti anni porta avanti in modo molto ricco gli eventi per la parità di genere, Ogni anno in occasione della giornata contro il femminicidio e nella giornata dell’8 Marzo il CPIA organizza iniziative relative ai diritti delle donne, una su tutte è l’iniziativa che il Cpia mette in campo ogni anno dal titolo: “Non una di meno”.

Il 2021 è un anno particolare, non era possibile pensare a eventi strutturati come gli scorsi anni e abbiamo scelto di approfondire, riflettere maggiormente sulla  storia delle rivendicazioni e lotte delle donne. L’appuntamento rivolto ai nostri studenti e alla cittadinanza ha l’obiettivo di far conoscere e studiare la storia come insieme di esempi, narrazioni, come strumento di conoscenza del presente.
Il nostro percorso storico partirà dal primo femminismo, quindi dalla lotta per il diritto di voto soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti e poi si concentrerà sulla storia del difficile cammino delle donne italiane tra modello di donna del Fascismo,  tra le varie scelte, da quella partigiana  a quella fascista, per approdare poi al suffragio universale del 1946. Da lì cominceremo ad analizzare i vari momenti che hanno significato una conquista, o anche i passi indietro fatti e quindi dalla istituzione della scuola media unica, all’eliminazione del delitto d’onore, alla legge sul diritto di famiglia (quindi il riconoscimento della delle donne come soggetti giuridici ), per poi arrivare al legge sull’aborto, sul divorzio e uno sguardo all’oggi, ai modelli anche educativi che vengono trasmessi dalle donne alle loro figlie e dalle donne ai figli maschi. Si rifletterà su quanta strada c’è ancora da fare per la pienezza dei diritti. Vi sarà uno sguardo su un mondo globalizzato dove le differenze culturali dei popoli in movimento a volte causano delle accelerazioni, altre volte invece riportano indietro di decenni le conquiste delle donne. Quindi sarà un percorso molto accidentato, un percorso fatto di storie, anche storie spesso anche dimenticate e anche di testimonianze non raccolte. Vedremo come le donne del secondo femminismo degli anni 60-70, in particolare quelle italiane, dovendo prendere le distanze dalle loro genitrici non hanno potuto non hanno saputo raccogliere le testimonianze per esempio delle donne partigiane e non hanno saputo raccogliere le testimonianze delle donne che sono andate per la prima volta al voto nel 46, lasciando quindi un vuoto di memoria vuoto di storia, un vuoto di soggettività che ormai è difficile da recuperare.

Collegare questi percorsi, riconnettere storie, lotte e un cammino permette di fornire un alfabeto per affrontare le disuguaglianze ancora presenti.

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