La città di Canelli ha perso un apprezzato scrittore

Mercoledì 12 gennaio è scomparso Enzo Aliberti, nato a Canelli il 26 novembre 1937, lasciando nel più profondo dolore la moglie Carmen, il figlio e i due affezionati nipoti. Il funerale è stato officiato, nella parrocchia Sacro Cuore, alle ore 14.30 di venerdì 14 gennaio.
All’età di nove anni Enzo rimase orfano di padre, stimato artigiano del ferro e fu educato al sacrificio ed all’impegno dalla madre, donna coraggiosa e grande lavoratrice.
Diplomatosi perito industriale nel 1956 all’Istituto Avogadro di Torino, nel 1971 si trasferì nel capoluogo piemontese, dove si è fatto apprezzare per la sua competenza tecnica.
E’ stato coautore del primo Manuale dei Serramenti metallici e collaboratore di riviste tecniche del Settore. Ha svolto la sua professione in vari paesi del mondo e dopo 35 anni è tornato nella sua amata Canelli.
Nella narrativa Enzo Aliberti ha esordito nel 2005 con Peperoni nella Rapa, un libro di racconti di sapore monferrino che ha riscontrato immediato successo.
Nel 2008 è stata la volta di La maledizione del Frate, la saga di una famiglia canellese, un libro avvincente per la capacità dell’Autore di mettere a confronto immagini e fatti, oltre il tempo e lo spazio.
Nel 2010 è uscito con Tre bignole cento lire, una raccolta di racconti “territoriali” come ama definirli lo stesso autore, pieni di ironia bonaria e di saggezza popolare.
Nel 2014 l’Araba Fenice ha pubblicato il suo quarto libro, “Gildo e il biricoccolo” che, come la vita di ogni uomo, alterna leggerezza e spensieratezza a momenti drammatici dai quali però emergono valori fondamentali come l’amicizia, la dedizione e l’amore dei propri cari.
L’ultimo libro, “Tanto nessuno mi crederà”, è del 2017 ed è una vicenda di elfi in Valle Belbo in cui è coinvolto l’Autore.
Una storia surreale che però si dipana in luoghi ben definiti e riconoscibili del nostro territorio.
Cultore della Lingua Piemontese, in particolare del Dialetto Canellese, che è una parlata di confine tra Monferrato, Langa Astigiana e Acquesana, ha partecipato ai più importanti concorsi letterari piemontesi e le sue opere, racconti e poesie, stanno riscontrando unanime apprezzamento e sono oggetto di numerose pubblicazioni.
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