>> L’on. Marmo: «Voci di chiusura sulla Guardia Medica a Canelli. L’Asl di Asti faccia chiarezza»

Da Roma, in data 21 luglio 2011, l’on. Roberto Marmo interviene sulle “voci di chiusura sulla Guardia Medica a Canelli”:

<Corre voce, una voce negli ultimi giorni piuttosto insistente, che la Guardia Medica di Canelli sarà chiusa, non si sa se per sempre o solo, com’è uso dire in questi giorni, per la “consueta pausa estiva”.

Non sono tipo che dà credito alle dicerie, tuttavia come cittadino e parlamentare, vorrei sapere dall’Asl di Asti se queste voci, che, mi dicono, diffuse persino in ambito medico, sono infondate o vere.

Perché se è vero che sono false allora l’Azienda sanitaria lo faccia sapere e lo comunichi ai cittadini, in modo da fugare ipotesi che possono causare più di una preoccupazione inutile agli utenti del servizio.

Nel caso, però, la voce sia vera vorrei ugualmente che l’Asl spiegasse pubblicamente perché decide di privare una città come Canelli – unico polo industriale della provincia di Asti, l’unico centro che, pur tra mille difficoltà, mantiene livelli di occupazione e reddito – di un servizio fondamentale come quello della guardia media.

Sì perché se questa sciagurata ipotesi si dimostrasse vera, e io mi auguro che le voci e le molte telefonate di cittadini preoccupati che ho ricevuto in questi giorni siano solo un “al lupo al lupo” senza fondamento, ebbene assicuro si d’ora la mia personale mobilitazione per farsi sì che si torni ad erogare un servizio di Guardia Medica degno di questo nome.

Ho già espresso più volte, anche recentemente, il mio parere sulla Sanità astigiana. Resto convinto che sul futuro dell’ospedale Massaia, stante le rassicurazioni del Governatore Cota, si debba tenere la guardia alta, perché l’ospedale non può e non deve diventare la succursale di un’altra azienda ospedaliera.

E la battaglia non la deve fare solo la città di Asti, ma tutta la provincia, così come l’intero Astigiano. Parlo di istituzioni e enti territoriali che devono fare sistema a difesa delle altre strutture locali, dall’ospedale di Nizza Monferrato, i cui lavori di costruzione ancora non si sa esattamente quando termineranno e quali saranno i servizi che saranno offerti; alle Case della Salute, quelle fatte, Canelli e Nizza Monferrato, e quelle ancora da fare; ai reparti che una volta erano il fiore all’occhiello della Sanità nostrana, come la Fisiatria che a Canelli continua ad avere sedi provvisorie. Sullo spostamento della centrale del 118 da Asti ad Alessandria ho già espresso la mia contrarietà

Ecco che in questo quadro, che io e non solo io, reputo quanto meno nebuloso, anche la più piccola e, eventualmente, infondata voce di decurtazione e chiusura rischia di alimentare sfiducia e disaffezione che inevitabilmente portano gli astigiani a diventare utenti di strutture sanitarie extraprovinciali.

Un’eventualità che, a mio parere, è da evitare a tutti i costi.>