Messaggio del Vescovo di Acqui Pier Giorgio Micchiardi per il Santo Natale

“Anche voi siete membra di Cristo, anche voi siete corpo di Cristo” (S.Agostino)

Nella festa del Natale riviviamo, soprattutto grazie alla celebrazione eucaristica (alla Messa di mezzanotte partecipano anche molti cristiani non troppo assidui alla Messa domenicale!), un avvenimento stupendo e percepibile solo agli occhi della fede: la nascita, nel tempo, di Gesù Cristo Figlio di Dio.

Il rivivere tale avvenimento comporta l’essere coinvolti in esso.

Il grande S.Agostino, in un suo discorso, sottolinea un aspetto di questo coinvolgimento: Gesù ci rende membra del suo corpo che è la Chiesa, corpo di Cristo che continua e si prolunga nel tempo e nello spazio. E in quanto tali ci rende coeredi della sua gloria.

Agostino mette in evidenza questa conseguenza del Natale basandosi sulla frase di Gesù: “Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre” (Matteo 12,50).

E commenta: “Quando dico fratelli, quando dico sorelle, è chiaro che intendo parlare di una sola e medesima eredità. Perciò anche nella sua misericordia, Cristo, essendo unico, non volle essere solo, ma fece in modo che fossimo eredi del Padre e suoi coeredi nella medesima sua eredità” (Discorso 25).

Dunque: uniti strettamente a Cristo, tanto da formare con lui un medesimo Corpo e, inoltre, coeredi della sua stessa gloria.

Se pensiamo al Natale, se viviamo il Natale alla luce di tali verità, quanta iniezione di coraggio per vivere la fraternità in famiglia, in parrocchia, in paese, in ogni tipo di relazione con i nostri simili!

E soprattutto quanta luce nel nostro rapporto con Dio, spesso oscurato dalle nubi del dubbio, del dolore, della prova! Quanta speranza pensando alla morte e all’aldilà!

2.Il Natale ci fa riflettere su un’altra conseguenza, benefica per noi, dell’incarnazione del Figlio di Dio. Gesù Cristo, facendosi uomo, mediante il suo modo di rapportarsi con Dio Padre, ci ha ricordato che noi siamo creature che devono riconoscere la grandezza e il primato di Dio. Cito, al riguardo, un fatto, tra i tanti, della vita di Gesù: Gesù adolescente, ritrovato nel tempio tra i dottori della legge, da Maria e Giuseppe, risponde loro: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Luca 2,49).

Se viviamo il Natale pensando all’esistenza umana di Gesù, caratterizzata dalla ricerca continua della volontà di Dio Padre, alfine di realizzarla nella propria vita, supereremo più facilmente la tentazione, particolarmente viva ai nostri giorni, di non riconoscere Dio come Creatore, Signore e, naturalmente, come Padre.

Mentre auguro a tutti un buon Natale “vissuto” sulle orme e con la grazia di Cristo, richiamo la seguente bella riflessione del beato Charles De Foucauld, di cui ricorre, quest’anno, il centenario della morte: “Questo mondo che è stato fatto da Dio e che non l’ha conosciuto, è anche la mia anima. Tu mi hai fatto, Tu mi hai colmato di beni, Tu ti sei fatto conoscere a me. A poco a poco io ti ho abbandonato ed ho finito per non conoscerti più, per non credere nemmeno più in Te. Perdono! Ti mi hai convertito, Tu mi hai cercato come il buon Pastore cerca la pecora smarrita. Tu mi hai ricondotto con forza e con estrema dolcezza, Tu mi hai colmato di grazie più grandi ancora delle prime, Tu hai trattato il figlio prodigo meglio del figlio fedele”.

Grazie, o Signore! Aiutaci a vivere un autentico Natale cristiano.

27 novembre 2016, 1° domenica di Avvento.

+ Pier Giorgio Micchiardi

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