Moscato: chiusa dalla Cassazione ‘la guerra dell’Asti docg’

Con sentenza n. 7292 del 13 aprile 2016 le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno definitivamente chiuso “la guerra dell’Asti”, vale a dire la vertenza per l’estensione della docg Moscato d’Asti, disposta dal Decreto Ministeriale 16 maggio 2012.

La suprema Corte ha confermato l’esattezza delle sentenze del TAR e del Consiglio di Stato che, negli ultimi quattro anni, avevano sempre dichiarato l’illegittimità del Decreto Ministeriale con cui era stata ampliata l’estensione territoriale della DOCG a vaste aree del comune di Asti, incluse talune proprietà di un’azienda del gruppo Zonin (Castel del Poggio), per mancanza dei presupposti sostanziali e procedurali richiesti dalla legge (il Decreto legislativo 61/2010).

Favorevole all’estensione era l’azienda del gruppo Zonin; contrarie, per ragioni di legalità, l’Associazione della Produttori Moscato d’Asti, Coldiretti, l’associazione dei Comuni del Moscato, l’associazione Muscatellum. Grande assente, per tutti i quattro anni di contenzioso, il Consorzio di tutela dell’Asti.
Il Giudice amministrativo aveva sempre dato ragione alle Associazioni ma il gruppo Zonin non si dava per vinto, contestando le decisioni giudiziarie prima con un ricorso straordinario per la revocazione (respinto nell’agosto scorso dal Consiglio di Stato) e poi con la richiesta, rivolta alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, di annullamento della sentenza del Consiglio di Stato, per aver esorbitato dalla propria giurisdizione. Con un’ampia e motivata decisione, le Sezioni Unite della Cassazione ha respinto anche l’ultimo ricorso del gruppo Zonin.
Il presidente dell’Associazione Produttori Moscato d’Asti, enologo Giovanni Satragno, esprime soddisfazione per aver da sempre difeso la legalità e, con essa, la qualità della docg. L’intera vicenda giudiziaria ha confermato che l’estensione di una docg deve avvenire nel rispetto della normativa vigente, che garantisce la qualità del prodotto e che va rispettata nell’interesse dei consumatori e degli stessi produttori, di oggi e delle future generazioni.

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