2° Forum Nazionale sul Metodo Classico a “Canelli, città del Vino”

Dopo vent’anni, sempre a settembre, la manifestazione “Canelli Città del Vino, cambia data e si svolgerà nell’ultimo fine settimana di giugno per valorizzare le tradizioni enologiche ed i prodotti del suo territorio, con una strategia di più ampio respiro per la patria delle bollicine italiane.

Forum. Con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, avrà luogo il 2° Forum Nazionale sul Metodo Classico “Questione di Metodo” (la 1ª edizione ‘sperimentale’ del “Forum” nel settembre scorso). L’intenzione è di accentuare il prodotto di eccellenza, nato a Canelli nel 1865, grazie all’intuizione di Carlo Gancia.

Assedio. La rievocazione storica dell’“Assedio 1613” (una delle più suggestive manifestazioni in costume italiane, per cui Canelli ha acquisito fama internazionale), assumerà una cadenza biennale, per dare tempo e modo ad ogni edizione di rinnovarsi in modo originale e virtuoso.

“Metodo Classico”. Puntare sulla scelta del “Metodo Classico”, significa evidenziare la sua maggiore complessità tecnica e produttiva, a ribadire la vocazione di Canelli e delle altre aree legate a questa storia, ad accelerare l’impulso di quello che rappresenta un importante motore economico e culturale.

L’obiettivo del Forum è di preparare un ordito comune per le imprese e i territori in cui si sviluppa l’aspetto culturale ed economico del Metodo Classico con tutte le sue profonde modifiche positive del paesaggio, della società, dell’immagine dei territori in cui si è sviluppata la produzione.

Ora il “Forum del Metodo Classico”, nato a Canelli, senza voler dare alla città alcuna priorità sulle altre che ne condividono la costruzione, dopo avere, in prima battuta, focalizzato alcuni dei punti più significativi, sia nelle potenzialità che nelle criticità del comparto, si trasforma in un vero “think tank” (gruppo di eperti) dove elaborare linee comuni per valorizzare, ognuna nelle sue peculiarità e diversità, le zone del Metodo Classico come un “unicum”, un territorio diffuso dal Nord Ovest al Nord Est senza soluzione di continuità.

Una sorta di “Classic Lands” di cui ogni caratteristica avvertibile è, in parte preponderante, conseguenza della scelta di dedicare ingegno, lavoro, risorse e proiezione di futuro puntando sul Metodo Classico.

Effetto Unesco. Nei territori del Metodo Classico, l’Unesco ha selezionato come Patrimonio dell’Umanità luoghi, ambienti, creati dall’ingegno dell’uomo, in una natura favorevole.

Il Metodo Classico è il prodotto di un’ idea, prima che di una vigna o di una cantina: un’immaterialità che diventa materia grazie a chi crede in questa idea. Un concetto che la stessa Unesco, infatti, ha preso in considerazione su molti fronti.

Idee sul tavolo. Sul tavolo del Forum ci sono varie idee da condividere, già abbozzate in fase organizzativa con i protagonisti del format:
– La costituzione di un Osservatorio permanente dedicato al Metodo Classico, le cui analisi statistiche e di mercato siano validate a livello universitario.

– L’istituzione di un Comitato Scientifico indirizzato agli aspetti tecnici, ma anche storici e relativi alla comunicazione.

– Lo sviluppo di forti sinergie con aziende di alto livello nel settore dei viaggi e del turismo.

– Lo sviluppo di iniziative collaterali legate alla storia e alla tradizione dei territori o la
valorizzazione di manifestazioni preesistenti, sottolineandone la connessione con il Metodo Classico.

– L’individuazione di una “Classic Route”, una strada ideale che, seguendo percorsi reali, porti dal Mar Ligure alle Dolomiti, seguendo un filo di bollicine per svelare paesaggi, opere d’arte, storia dei luoghi e delle genti in questa Italia del Metodo Classico.

Altri protagonisti. Accanto a tutto questo, nel corso della kermesse non mancherà un nutrito programma di iniziative collaterali, dai workshop sull’enomeccanica – che rappresenta un importante comparto economico ed imprenditoriale – alle postazioni di street-food e local-food; dalle cene stellate in collaborazione con gli chef più blasonati del territorio, ai quadri viventi della rassegna “Aspettando l’Assedio 2018”, con i figuranti che manterranno viva l’anima della storica rievocazione.

Un insieme di appuntamenti che coprirà in modo articolato la distanza di tutta la manifestazione, coniugando il settore vinicolo ed il suo indotto con una piacevole parentesi folcloristica ed enogastronomica.

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