Canelli celebra la Festa della Liberazione

La Festa di Liberazione organizzata dall’Associazione Memoria Viva Canelli con il Comune di Canelli, l’Istituto di Storia della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Asti (Israt) e la sezione canellese dell’Anpi vedrà due momenti ben distinti ma in qualche modo complementari.

Il primo avrà luogo il mattino di lunedì 25 aprile, con inizio alle ore 10.30 e ritrovo a Canelli nel nuovo Piazzale Deportati e Internati Militari Italiani (all’altezza del civico 184 di Viale Risorgimento). Qui si terrà la commemorazione Ufficiale, con la Banda Musicale Città di Canelli e verrà inaugurato il nuovo piazzale e due vie intitolate agli Internati Militari Aldo Aliberti e Tomaso Scaglione (l’inaugurazione delle due vie avverrà a distanza, essendo ubicate nella zona di Prato Rotondo).

Aldo Aliberti, detto Il Giongo, dirigente industriale e capitano degli alpini, morì il 21 maggio 1949 a causa dei postumi del tifo petecchiale contratto durante la prigionia nei pressi di Amburgo.
Ricordiamo che ad Aldo Aliberti fu in passato dedicato lo stadio di Canelli, oggi intitolato a Piero Sardi. Già nel mese di agosto del 1945, Aldo Aliberti fondò, insieme a Tomaso Scaglione e altri 72 Internati Militari canellesi, la sezione locale dell’Associazione Nazionale Ex Internati.

Tomaso Scaglione, oltre che infaticabile testimone dell’internamento e della deportazione (fu, insieme col casalese Paolo Desana, tra quegli ufficiali le cui gesta hanno dato origine al volume “Il No al lavoro li ha resi liberi. Il caso dei 360 Internati Militari Italiani a Colonia”, di Paolo Desana), è stato parte importante della vita culturale della nostra Città. A mero titolo d’esempio, è stato tra i promotori del premio letterario “Sità ‘d Canej”, nato nel 1974 e da lui sostenuto fino al 2008, quando è venuto a mancare, – ha collaborato attivamente all’organizzazione delle stagioni musicali canellesi e ha donato al Comune di Canelli un importante album di illustrazioni realizzato da un agrimensore canellese al seguito dell’esercito sabaudo nella Guerra di Crimea, album esposto al Museo del Risorgimento di Torino in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

All’inaugurazione seguirà un corteo verso Piazza della Repubblica con deposizione di una corona di fiori al Monumento ai Caduti.

Nel pomeriggio, Passeggiata Partigiana dal Monumento ai Caduti dei Caffi al Cippo del Falchetto, con ritrovo alle ore 15, al Santuario dei Caffi, Cassinasco. Si tratta di una libera camminata nei luoghi delle lotte partigiane. E’ una passeggiata aperta e accessibile a tutti, anche alle famiglie con bambini, che sarà accompagnata da letture e canti e che permetterà di godere della spettacolare bellezza delle nostre colline.

Nel corso della camminata sarà presentato il libro “Attila, Pepe e gli altri. La lotta partigiana tra il Monferrato e le Langhe”, di Mario Renosio, Direttore dell’Israt. Senza nasconderne le contraddizioni e i limiti, Renosio presenta la lotta partigiana con le sue aspirazioni, i progetti plurali e spesso contrastanti tra loro, i valori comuni e i protagonisti.

“La Resistenza – spiega – è una guerra di tipo nuovo: è anche guerra civile, oltre che di liberazione, e si sovrappone a una società che, per cultura e tradizione, è refrattaria ai cambiamenti e ostile verso tutto ciò che viene avvertito come ‘esterno’. La guerra partigiana però è combattuta dalla maggior parte dei figli di questa terra, che con la sua gente, le sue colline e i suoi nascondigli si richiude protettiva attorno a essi, soprattutto nei momenti più drammatici. Tuttavia la popolazione rimprovera spesso, ancora oggi, ai partigiani di averla esposta ai rischi delle rappresaglie senza aver saputo o potuta difenderla da esse e ciò provoca e alimenta anche il permanere di memorie divise”.

I partecipanti alla passeggiata sono tenuti al rispetto delle norme anti-Covid 19 e ad attenersi alle normali regole di prudenza.

Nel corso della settimana precedente il 25 aprile. Alcune Scuole canellesi organizzeranno, infine, delle “passeggiate della memoria”, riscostruendo la storia della Resistenza canellese attraverso i monumenti presenti sul territorio cittadino e altri luoghi simbolo.

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