Bosco (CTM): nella sottozona Moscato d’Asti di Canelli, ora i comuni sono 23

BOSCO GIOVANNI presidente CTMGiovanni Bosco, presidente C.T.M. (Coordinamento Terre del Moscato), ha scritto: «Quando è nata l’ho subito criticata e mi sono preso tiratine d’orecchie da destra e da sinistra.
Per carità una sottozona del Moscato d’Asti con in etichetta la città di Canelli ci sta.

Ma che questo prodotto di alta qualità si potesse produrre in ben 22 comuni dei 52 della zona Docg mi sembrava ecessivo.
Nel 2012 ho preso carta e penna, pardon carta e computer, e ho scritto le mie riflessioni a vari giornali locali che puntualmente hanno pubblicato i miei dubbi sull’utilità di aver nella sottozona Canelli così tanti comuni e così tanti ettari (5100 su 9800 previsti per la Docg).

Una sottozona deve rimarcare la qualità di un determinato prodotto. Che cosa accomuna i terreni di Canelli con quelli di Serralunga d’Alba che si trova a ben 40 kilometri di distanza. La sottozona di Canelli era più credibile , sempre a mio parere, se comprendeva 4 o al massimo 5 comuni (Canelli, Cassinasco, Calosso, la parte sinistra del comune di Santo Stefano Belbo ed eventualmente Calamandrana).

Tre anni fa mi chiedevo poi perchè era stato inserito il Comune di Serralunga d’Alba, 40 kilometri da Canelli, e non Bubbio che si trova ad appena 10 kilometri.
Era una provocazione, potevo infatti scrivere Vesime, Cessole o Nizza Monferrato, anche loro esclusi.

Ho scritto Bubbio e sapete cosa è successo. L’Amministrazione Comunale e i produttori di Bubbio hanno fatto ricorso contro l’esclusione e su richiesta del Consorzio dell’Asti il 26 febbraio di quest’anno è stato inserito anche Bubbio nella sottozona Canelli, ora i comuni sono 23.
Buonanima di mio nonno avrebbe detto “I ian capì tuma per ruma!”
Buon Moscato d’Asti… di Canelli!»

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