Ritorna la Notte dei Falò sulle Colline di Pavese, a Santo Stefano Belbo

Lunedì 4 agosto a Santo Stefano Belbo (Cn) ritorna la Notte dei Falò, l’omaggio alla Luna e i falò di Cesare Pavese e alle antiche tradizioni del mondo rurale. Il paese natale dello scrittore farà da sfondo ad appuntamenti letterari, teatrali, musicali ed enogastronomci: lettura scenica de La rupe tratta dai Dialoghi con Leucò di Pavese (ore 17); la visita ai luoghi pavesiani con Laura Pariani e Nicola Fantini, autori di Nostra signora degli scorpioni (Sellerio), storia romanzata che ripercorre la visita di Fëdor Dostoevskij sul Lago d’Orta, che ispirò il romanzo I fratelli Karamazov (ore 17,30); la cena sotto le stelle in piazza San Rocco, di fronte alla collina di Moncucco celebrata nella poesia Mari del Sud (ore 19,30); l’accensione dei falò sulle colline della Valle Belbo al rintocco della campana di Moncucco (ore 21,30); il concerto della Filarmonica Sanstefanese, con le musiche del Nuto, il personaggio de La luna e i falò ispirato al falegname Pinolo Scaglione, che fu clarinettista nella banda del paese (ore 22).

La Notte dei Falò è organizzata dalla Fondazione Cesare Pavese, dal Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale e dal Comune di Santo Stefano Belbo. È promossa dalla Regione Piemonte e dal progetto Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano, coordinato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura.
La lettura scenica da Dialoghi con Leucò (ore 17) – Rebecca Palagi Guidi e Erika Pucci interpretano La Rupe tratto dai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Una lettura scenica, in cui sono protagonisti Eracle e Prometeo, che vuole essere un omaggio alla letteratura e alla cultura al fine di mettere in contatto il Pavese Festival al Festival Shelley di Viareggio. Percy Bysshe Shelley, poeta e filosofo inglese, scrisse il poema visionario Prometeo Liberato, tradotto successivamente dallo scrittore piemontese. Shelley morì a causa del naufragio della sua imbarcazione nel mare di Lerici, di fronte a Viareggio, l’8 luglio 1822.

Incontro con Laura Pariani e Nicola Fantini e passeggiata letteraria ai luoghi pavesiani (ore 17,30) – Dalla casa natale di Santo Stefano Belbo, al laboratorio di falegnameria dell’amico Pinolo Scaglione (il Nuto de La luna e i falò), dalla cascina La Mora alla collina di Moncucco, celebrata nella poesia Mari del Sud. Sono alcune tappe del viaggio nel mondo di Cesare Pavese, in programma dalle ore 17,30 (ritrovo presso la Fondazione Pavese, Piazza della Confraternita 1). A scandire le tappe dell’itinerario letterario saranno Laura Pariani e Nicola Fantini, autori autori di Nostra signora degli scorpioni (Sellerio), storia romanzata che ripercorre la visita di Fëdor Dostoevskij sul Lago d’Orta, che ispirò il romanzo I fratelli Karamazov. Il presidente del Cepam Luigi Gatti condurrà i visitatori in un percorso umano e letterario, per conoscere e scoprire i luoghi più significativi frequentati da Pavese e descritti nei romanzi come La Luna e i falò, La casa in collina e in raccolte di racconti come Feria d’Agosto e Dialoghi con Leucò. Sarà presente la libreria La Feltrinelli point di Arona con i libri di Cesare Pavese e di Laura Pariani e Nicola Fantini e alcuni volumi dedicati alla tradizione contadina.

La partecipazione alla visita ai luoghi pavesiani è gratuita. È consigliata la prenotazione al numero 0141.1849000, 0141.840894, oppure all’indirizzo mail info@fondazionecesarepavese.it. Per lo spostamento tra le varie tappe del percorso sarà messa a disposizione una navetta.

La visita parte dalla casa natale di Pavese, sede del Cepam-Centro Museo Casa Natale, dove il museo conservare la camera in cui è nato lo scrittore, suoi volumi, documenti e foto. La tappa successiva è al museo La Casa di Nuto, istituito presso il laboratorio di falegnameria di Pinolo Scaglione, divenuto il personaggio di Nuto nell’ultimo romanzo pavesiano. L’allestimento farà rivivere le stanze dove il falegname ha lavorato, suonato il clarino, raccolto foto, quadri, lettere e dove accoglieva gli amici come Pavese. L’itinerario prosegue alla cascina La Mora, per continuare tra i colli, fino alla Collina di Moncucco, ricordata dei Mari del Sud, dove si può ammirare il panorama sulle Langhe caro allo scrittore. La visita si conclude alla Fondazione Cesare Pavese (Piazza Confraternita 1), polo d’attrazione per i ricercatori e gli appassionati e sede di una ricca biblioteca, e alla Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo (ora auditorium), di origine medioevale, in cui nel 1908 venne battezzato Cesare Pavese e dove sono custodite le cinque tele del pittore Ernesto Treccani ispirate ai libri dello scrittore.

Nostra signora degli scorpioni (Sellerio) – Nell’autunno del 1869 Orta sul lago è un borgo tranquillo dove vive Enrico Costa, il Francesino, ultimo figlio di una famiglia proprietaria prostrata dalla disgrazia. Qui soggiorna il grande scrittore Dostoevskij, in cerca di un riparo appartato dall’assillo dei creditori. E scorrono le esistenze immutabili di tanti, ciascuno tormentato dai propri problemi. Qui, cinquantasei anni prima, è avvenuto un macabro delitto, di quelli germinati nel torbido di una famiglia e nell’odio di famiglie. Teodoro Costa, bisnonno di Enrico, è stato ucciso con feroce violenza. Facilmente, la giustizia ha trovato il colpevole nel figlio Demetrio, ghigliottinato dopo un rapido processo. Tutta la famiglia dispersa, tornato dalla Francia, dove il nonno s’era stabilito seguendo l’armata napoleonica, Enrico non è mai stato ben accolto in paese. Poeta e scrittore, ha sempre avuto il desiderio di scrutare nell’oscurità intorno alla storia dei suoi avi. Inoltre, un rasoio e un messaggio cifrato ritrovati per caso, gli sembrano una combinazione troppo azzardata per non essere un messaggio. Il suo itinerario progressivo, di verità e di liberazione, s’incontra con la curiosità intellettuale di Dostoevskij, che invece è motivato dall’inquietudine e dal continuo interrogarsi sulla colpa e sull’odio alla base della sua ricerca spirituale. Lentamente, si apre il velo della storia segreta, che è storia di tante vite che portano il proprio tributo di dolore, ingiustizia tragica e vendetta.

Al fondo di Nostra Signora degli scorpioni sta un fatto di sangue  realmente accaduto e abiezioni familiari. Ma non è una cronaca, è un romanzo di atmosfera e di mistero, segnato da una densa malinconia, e richiama la letteratura che attraverso il delitto si immerge negli abissi dell’io (da cui la presenza allusiva nella storia del genio dei Fratelli Karamazov).

Laura Pariani. Negli anni settanta disegna e scrive storie a fumetti. Ha cominciato a pubblicare narrativa dal 1993, vincendo diversi premi letterari. È tradotta in varie lingue. Con Sellerio ha pubblicato Di corno o d’oro (1993), Il pettine (1995), La spada e la luna (1995) e, con Nicola Fantini, Nostra Signora degli scorpioni (2014).

Nicola Fantini. Traduttore e scrittore, ha lavorato nel campo del reportage. Il suo romanzo precedente è La setta delle catacombe (Firenze 2008).

La cena sotto le stelle – Alle ore 19,30 sarà imbandita la cena tematica La luna e i falò, a cura della Proloco sanstefanese. Presenterà alcuni piatti della tradizione contadina piemontese, al costo di 15 euro: bruschette, affettati, ravioli. Arrosto, Contorni, dolce e vino.

I falò sulle colline della Valle Belbo – A partire dalle ore 21.30, dopo i rintocchi della campana di Moncucco e in compagnia della luna, si potranno ammirare le fiamme dei falò sulle colline della Valle Belbo, accesi nei punti più panoramici di una quindicina di comuni la tra Langhe e Monferrato.

Accendere i falò è sempre stato un momento di festa nella tradizione contadina. Nella letteratura piemontese del Novecento è soprattutto Cesare Pavese a ricordare il rito attraverso la sua opera letteraria. I fuochi raccontati in La luna e i falò, che venivano accesi di notte durante le feste contadine, riflettendosi nel cielo quasi a fare compagnia alla luna, erano un momento magico e di scoperta per i bambini e un momento di condivisione per gli adulti. Rappresentavano un rito propiziatorio in attesa della pioggia ed erano un nutrimento indispensabile per rendere più fertile la terra. Per lo scrittore simboleggiavano soprattutto lo scorrere del tempo e la perdita delle illusioni nell’età adulta, un momento di passaggio e rinasci

Concerto della Filarmonica Sanstefanese (ore 22) – Lo spettacolo della Filarmonica Santefanese è un omaggio al maestro Giovanni Sandri nel centenario della nascita. In occasione della serata dedicata ai falò il maestro Massimo Marenco e i componenti della filarmonica composta da sessanta elementi porteranno in scena la musica di Pinolo Scaglione, il Nuto de La luna e i falò. Una serie di musiche di inizio secolo in omaggio allo scrittore, alla sua terra e alle sue tradizioni.

Info: Fondazione Cesare Pavese: 01411849000- 0141840894 – info@fondazionecesarepavese.it
facebook: Fondazione Cesare Pavese – twitter: @pavesecesare
Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano: facebook: Parco Culturale del Piemonte
twitter: @ParcoCulturale

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