Oicce: Bulgaria, il fascino del vino e dello stile italiano

A Sofia, capitale della Bulgaria, si è svolto a inizio giugno il congresso dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

Questo evento riunisce ogni anno i più importanti Paesi vitivinicoli del mondo. Oltre all’opportunità di acquisire i risultati di studi internazionali sulla vite e sul vino, questo appuntamento offre la possibilità di conoscere da vicino la realtà locale della nazione che ospita il congresso.

In questa occasione, Giusi Mainardi e Pierstefano Berta che hanno seguito tutto lo svolgimento dei lavori congressuali per la “Rivista di Enologia-OICCE Times”, sono stati ricevuti per una intervista dal Console italiano e Vicario Capo Missione a Sofia, dottor Emanuele Pollio.

L’incontro si è svolto all’Ambasciata Italiana che ha sede in uno storico palazzo situato nel cuore della capitale bulgara, accanto alla centralissima piazza dove sorgono la celebre cattedrale Nevski, importanti monumenti ed edifici di particolare valore storico-architettonico.

Giusi Mainardi e Pierstefano Berta hanno chiesto al dottor Pollio di illustrare dal suo fondamentale punto di osservazione i rapporti fra l’Italia e la Bulgaria.

Le risposte del Console hanno messo in evidenza che si tratta di rapporti molto positivi sia da un punto di vista politico, sia economico.

A livello economico l’Italia è il secondo partner commerciale della Bulgaria, con una costante crescita dell’interscambio che ha portato nel 2016 al record di 4,2 miliardi di euro.

Nel 2016 si è anche superata la Russia che storicamente è sempre stata importantissima negli scambi commerciali con il Paese. Per la crescita delle esportazioni l’Italia registra un’ottima performance ed è anche uno dei principali investitori. In Bulgaria sono presenti oltre 6000 imprese italiane, o a partecipazione italiana, che contribuiscono a produrre circa il 10% del PIL bulgaro, e oltre 50.000 posti di lavoro.

Ogni anno il numero totale di aziende aumenta progressivamente. La gran parte della comunità italiana in Bulgaria è composta proprio da imprenditori. La tassazione bassa (10%) presenta un forte vantaggio per le imprese.

Ci sono però anche diverse criticità come una democrazia relativamente giovane, la riforma della giustizia, le infrastrutture da migliorare. La crescita delle esportazioni italiane è trainata dalla meccanica strumentale (+10,5%), con ben 355 milioni euro, tradizionalmente il primo settore del nostro export in Bulgaria, pari al 17,5% delle vendite totali.

La domanda di tali prodotti è strettamente legata all’esigenza di ammodernare la base produttiva interna. C’è un buon mercato anche per le macchine enologiche italiane. Continua inoltre il trend di crescita delle esportazioni di prodotti alimentari (16,3%), pari a 103 milioni di euro, quasi raddoppiate dal 2010.

Negli ultimi cinque anni siamo diventati il primo esportatore di vino in Bulgaria. Ci sono anche alcuni Italiani che producono vino in terra bulgara: la “Edoardo Miroglio” nella regione di Sliven, “Vitis Vinifera” nella regione di Sofia, e “Neragora” nella regione di Plovdiv.

L’immagine del vino italiano è legata al fascino che presenta lo stile di vita dell’Italia. Proprio per promuovere il concept del “vivere all’italiana” collaborano oltre all’Ambasciata, l’ICE e l’Istituto Italiano di Cultura, la Confindustria Bulgaria e la Camera di Commercio italiana in Bulgaria.

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