Il nuovo rito delle cinque con le dolci bollicine di Moscato

A sfatare il mito del secolare rito britannico ci ha pensato, dissacrante, lo scrittore Francesco Recami, a suo modo star del d-day di MuscaThè.

Idea, quella di abbinare alla pausa pomeridiana di sapore anglosassone i profumi delle “dolci bollicine” di Moscato, il “Muscatè” appunto, pescato nello slang del dialetto locale, maturata nella mente del giornalista Vanni Corneo, da due anni consulente-collaboratore del Comune.

Iniziativa sposata con entusiasmo dal vicesindaco e assessore Paolo Gandolfo, che per l’occasione ha messo insieme un pool di operatori: una dozzina di bar, le quattro pasticcerie canellesi, i produttori dell’Associazione Moscato di Canelli, l’Enoteca Regionale.

Tutti raccolti attorno al logo disegnato da Giancarlo Ferraris, pittore e grafico, che ha interpretato in chiave nostrana l’afternoon inglese.

Sabato 20 maggio l’inaugurazione ufficiale ai piedi della collina di Villanuova, all’ombra del castello Gancia in omaggio a quel Carlo che, nel 1865, proprio con il Moscato fermentato in bottiglia diede origine allo Spumante Italiano.

Accanto al sindaco, e presidente della Provincia, Marco Gabusi, Romano Dogliotti, neopresidente del Consorzio dell’Asti, il suo vice Flavio Scagliola, Luca Mogliotti, presidente di Atl Turismo Asti, Enrico Cerutti presidente dell’Associazione Produttori Moscato di Canelli, produttori e molti enoturisti.

Commenti improntati all’ottimismo, a cominciare da Gabusi che ha parlato di «nuova via nella comunicazione delle nostre specificità, carta vincente per un turismo sempre più attento alla qualità e al quale il Comune guarda con grande attenzione».

Luca Moglioti ha plaudito all’iniziativa augurandosi «che quest’idea, bella e originale, venga esportata anche in altre realtà provinciale e fuori provincia». Indicando, anche, nella vivacità «delle realtà provinciali la nostra ricchezza, che mi auguro contagi anche il capoluogo».

Romano Dogliotti non si è sottratto al suo ruolo, ricordando che «Io al Moscato credo da settant’anni. Ma dobbiamo crederci tutti: da chi li produce ai locali che lo devono avere in lista sino a chi lo deve promozionare e vendere. E’ un gioco di squadra».

Vanni Cornero ha ricordato le tappe del progetto usando similitudini di marketing «che portano tutte a far sì che un prodotto di qualità, dopo essere conosciuto, sia sempre più consumato. Quella di MuscaThè è una proposta mutuata dai nostri antenati: se loro lo bevevano fresco d’estate, perché non farlo anche noi sotto una nuova veste?».

Francesco Recami, scrittore contemporaneo di gialli tra i più conosciuti, sornione ascoltava. Sul palco, poi, ha svelato il perché della sua presenza: «Nel mio ultimo libro “Commedia nera n.1” la protagonista, a fine pranzo, offre ai propri ospiti un bicchiere di Moscato d’Alba. Questo scivolone della commissaria mi è stato fatto notare e così eccomi qua a conoscere il vero Moscato d’Asti. Che, devo dire, è più che ottimo». Per lui full immersion nell’enogastronomia canellese: visita alle “cattedrali sotterranee”, brindisi con gli spumanti metodo classico e una cena di marca piemontese.

«Tornerò, certo. Magari per presentare un mio nuovo libro». Ambientato nelle cantine storiche? gli è stato chiesto. «Chissà. Non escludo niente. Le mie storie più belle sono maturate proprio dopo giornate come questa».

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