Classico 2016: “Dante spiegato con Dante” secondo G.B. Giuliani

PETRINI VALENTINATra le iniziative che si sono succedute dal 9 al 12 giugno nell’ambito di “Classico. Festival della Lingua Italiana. Omaggio a G. B. Giuliani”, l’intervento della dottoressa Valentina Petrini, studiosa canellese del dantista e linguista Gianbattista Giuliani, si è sviluppato, sabato 11 giugno, attorno al tema portante di questa edizione di Classico: la traduzione.

Del nostro illustre concittadino Giuliani è stata messa in evidenza soprattutto l’attività di traduzione che si articola su due livelli principali: dal latino all’italiano e dal dialetto all’italiano.

Nelle edizioni delle opere latine di Dante da lui curate, Giuliani proponeva una traduzione che aveva come principio fondamentale quello di lasciare che fosse lo stesso Dante ad essere traduttore di se stesso.

Non bisogna infatti dimenticare che la metodologia di commento alle opere dantesche proposta dallo studioso canellese e da lui denominata “Dante spiegato con Dante” si basava sulla convinzione di poter spiegare il poeta attraverso i riferimenti a tutte le sue opere, comprese quelle minori.

A partire dal 1853 Giuliani si dimostrò attento scrutatore di tutti gli aspetti della vita dei contadini e degli artigiani toscani: dai suoi interlocutori il linguista attingeva la denominazione, molto spesso in dialetto, degli strumenti e delle fasi lavorative che riportava nelle sue lettere accanto all’equivalente in italiano.

Parlando di traduzione non si può non parlare di dizionari: l’ultima parte dell’intervento della dottoressa Petrini è stato infatti dedicato al ruolo che Giuliani ebbe come uno dei maggiori punti di riferimento di Nicolò Tommaseo, autore del più importante Dizionario della Lingua Italiana dell’Ottocento.

Al termine del suo discorso, Valentina Petrini ha inoltre annunciato la pubblicazione di un’antologia dei testi più importanti di G.B.Giuliani, edita a fine anno dall’editore milanese Franco Angeli, all’interno della collana di letteratura e critica curata dal Professor Giuseppe Polimeni.

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