>> L’uomo che salva i cani (e non solo) dalla crudeltà umana

Abbiamo rintracciato e scoperto l’uomo che ha salvato e salva molti cani, ma anche molti altri animali: Luigi Cantarella, operaio tuttofare del Comune di Canelli, 51 anni, padre di Valentina, Lorenzo e Michele.

 

Sono quindici anni che nella sua casetta di campagna, in regione Sant’Antonio, si prende cura di una mezza dozzina di cani abbandonati, senza padrone. Oltre ai suoi, ne cura molti altri, quelli trovati senza microcip, che cerca di sistemare presso un padrone disposto ad adottarli per sempre.

Durante il suo girovagare ha fatto diversi incontri ravvicinati con gazze, gatti, capretti, civette, scoiattoli, pipistrelli che, sofferenti, ha curato e salvato, a sue spese.

Qualche esperienza in particolare? «Non una ma innumerevoli, cominciando dal segugio Tom paralizzato dagli impulsi del collare elettrico (usato con crudeltà e accanimento) con segni evidenti di bruciature di sigarette, raccolto nell’estate scorsa. Dopo tre giorni di flebo, grazie all’aiuto amorevole e gratuito del veterinario Squassino di Asti e, dopo cure appropriate a casa durate alcuni mesi, il cane ha ripreso a camminare e a correre ed è stato adottato. Naturalmente, il precedente proprietario, rintracciato grazie al microchip, è stato denunciato».

E ancora? «Non finirei mai di raccontare. Billy, un labrador bellissimo, comprato e, dopo pochi mesi, abbandonato a San Martino Alfieri; Artù, un bel Border Collie, molto vivace, secondo i padroni ingestibile, abbandonato a Loazzolo e recuperato, con qualche mese di addestramento, a Refrancore; la piccola Bulldog francese, trovata legata ad un palo, in mezzo ad un prato, al sole del pieno agosto, a Serra Masio, poi sistemata a Boves…

E altri animali? «Tanti gatti, civette, ricci, capretti, pipistrelli, uno scoiattolo che, con l’aiuto della veterinaria di Canelli Valentina Monticone sono riuscito a salvare. L’ho trovato, moribondo, in mezzo ad una strada davanti all’azienda Arol. Dopo alcuni giorni di cure intensive, l’abbiamo liberato a Moasca, ma non è stato facile perché si ostinava a non andarsene, arrampicandosi lungo le mie gambe, quasi a ringraziarmi».

Nella sua incstancabile e irrefrenabile ‘missione’ Cantarella raccoglie da amici il nutrimento (pane, crocchette, ecc.), cucce, che distribuisce nei canili di Quarto, Nizza e ai privati bisognosi.  Che cosa ti ha insegnato questa bella esperienza? «Che gli animali spesso riescono a tirar fuori il meglio dagli esseri umani perché, sovente, migliori di molti di loro».

,