Il richiamo al senso civico dei concittadini canellesi

Con l’apertura del mercato a Canelli si è fatto un passo avanti verso la ripresa dell’attività commerciale. Numerosi cittadini si sono presentati all’ingresso di Piazza Zoppa per i loro acquisti, seguendo disciplinatamente il percorso tracciato dai tecnici del Comune.

All’interno dell’area di vendita tutto si è svolto con regolarità e rispetto delle norme: mascherine, guanti, distanziamento sociale, rapido rientro con la spesa fatta. Qualcosa invece è andato storto nelle immediate vicinanze dell’area mercatale. Si sono formati capannelli di persone, senza mantenere le prescritte distanze. Il fatto è stato notato dal sindaco Paolo Lanzavecchia che ha subito stigmatizzato con parole forti il comportamento degli irresponsabili.

Il sindaco, come guida della nostra comunità e come persona intenta a compiere una fattiva opera di educazione al senso civico, merita il nostro plauso per la determinazione dimostrata a tutela della salute dei cittadini canellesi. Il fatto però desta non poche preoccupazioni e ci induce a porci una domanda scottante. A Canelli, a fronte di tanti cittadini altruisti, generosi, impegnanti nelle associazione di volontariato che tanto bene fanno alla città, c’è una parte della popolazione che nutre scarso senso civico e si comporta in modo irresponsabile?

Nei tempi passati abbiamo assistito ad atti vandalici come danneggiamenti agli arredi pubblici, campane per il vetro fatte scoppiare, edifici storici imbrattati . Abbiamo scoperto anche gli autori: ragazzi annoiati ed irresponsabili. Adesso invece, come riferisce il sindaco, ad essere incivili si sono dimostrate persone mature e questo è molto preoccupante. Di qui la necessità di impostare una campagna di educazione al rispetto reciproco e dei beni pubblici. Il sindaco si è avviato sulla strada giusta e si è dimostrato fermo ed attento ad indossare in prima persona la veste dell’educatore al senso civico della comunità che amministra. Alcuni temi infatti necessitano di essere presi nella debita considerazione, lasciando da parte gli alibi che di fronte ad atti di scarso senso civico si è spesso detto: “Cosa posso farci se i cittadini sono incivili ?” Il nostro sindaco invece ha cambiato sistema: ha richiamato tutti al rispetto delle regole del vivere civile programmando interventi puntuali della forza pubblica in repressione degli abusi. Questo rappresenta un primo, importante passo di lotta all’individualismo, al vandalismo, all’irresponsabilità.

Al mercato successivo tutto è filato con ordine. Il monito è stato recepito. Molto però rimane da fare, specie per tutelare il decoro urbano e formare una comunità attiva, partecipe e responsabile. Indichiamo alcuni ambiti di azione con le relative strategie facilmente percorribili

Abbandono di mozziconi di sigarette per le strade: obbligo tassativo per chi fuma di dotarsi di una scatoletta porta mozziconi (costa 2 euro, reperibile in tabaccheria) per riporvi le cicche e portarsele a casa per smaltirle col rifiuto indifferenziato personale da pagarsi secondo la tariffazione puntuale,: ognuno paga per quanto produce. Via tanti posacenere dalle vicinanze delle porte dei negozi .

Deiezioni dei cani: obbligo da parte di chi porta cani per le vie della città di munirsi sempre di bottiglietta di acqua per lavare la pipì e di appositi sacchetti per la raccolta delle feci. Smaltimento secondo le modalità indicate per le cicche. Rimozione delle cassettine porta sacchetti in offerta gratuita.

Gestione rifiuti solidi urbani: riduzione della produzione e massima differenziazione secondo il progetto “Rifiuti zero“ di Rossano Ercolini con applicazione della tariffazione puntuale (Tari calcolata in rapporto alla quantità e qualità del rifiuto prodotto da ogni utenza). Equità contributiva tra gli utenti del servizio in modo che chi produce rifiuti non comuni agli altri cittadini li paghi a parte.

Sarebbero piccoli interventi di responsabilizzazione atti a rendere ogni cittadino orgoglioso di contribuire al bene di tutta la comunità e a rendere responsabili anche quelle persone che al tempo del coronavirus non hanno ancora capito che l’osservanza del distanziamento sociale è un atto di civiltà e di riguardo verso il prossimo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *