A Canelli, all’orizzonte una scuola nuova primaria e secondaria

Fa discutere il progetto della costruzione della nuova scuola primaria e secondaria di primo grado. Attualmente a Canelli sono in funzione il plesso di via Luigi Bosca e quello di piazza Repubblica. Il primo è decentrato, di recente costruzione, ma di difficile accesso a causa della viabilità inadeguata che obbliga i ragazzi ad usufruire dei mezzi di trasporto pubblici e privati. Il plesso centrale manifesta ormai dei grossi limiti strutturali e risulta inadeguato rispetto alle necessità degli studenti. Non ha aree esterne riservate ai ragazzi, la palestra è di dimensioni ridotte rispetto alle necessità. Le aule, i corridoi ed i servizi igienici sono datati. La costruzione di un unico plesso non è più rinviabile. Senza alcuna pretesa di intervenire su tematiche prettamente tecniche che competono ai progettisti, data l’importanza del tema, sarebbe opportuno coinvolgere gli operatori scolastici,i genitori e la comunità per ascoltare le loro proposte in merito agli aspetti generali ed al contesto in cui la nuova scuola dovrebbe operare. Non bastano le aule, i corridoi, le palestre e le sale per le attività didattiche. Non trascurabile è il contesto esterno all’edificio stesso e l’inserimento del servizio scolastico nel tessuto urbano, intendendo la scuola come motore di socializzazione e di relazione e non solo di trasmissione di cultura. Innanzi tutto deve essere localizzata in posizione di facile accesso dai ragazzi in modo che possano giungervi in piena sicurezza su percorsi pedonali sicuri e piste ciclabili dedicate, superando il sistema basato sul trasporto con mezzi fino alla soglie dell’ edificio. Il contesto esterno poi deve essere inteso come parte inseparabile ed integrante rispetto a quello interno fatto di aule e di spazi chiusi, con funzione didattica e motivante di non trascurabile importanza. I giovani hanno necessità di stare all’aperto per seguire lezioni a contatto della natura, in ambiente loro riservato in modo che sia fruibile sempre in sicurezza, serenità e riservatezza. Le lezioni all’aperto non sono solo un’esigenza insostituibile al tempo della pandemia, ma devono diventare, specie per i più piccoli, norma e consuetudine motivante. Attorno all’edificio scolastico deve sorgere un’area verde, riservata agli studenti, sufficientemente ampia, con alberi maestosi e naturali, con aree per i giochi, con spazi di suolo liberi per le esperienze di giardinaggio e di piccole coltivazioni, cortili con pavimentazioni filtranti, suolo coltivabile e area per il compostaggio dei vegetali. Sono tutti luoghi didattici di vitale importanza che permettano al giovane di fare esperienze dirette a contatto della natura per conoscerne le meraviglie ed amare la scuola come luogo da frequentare con piacere: un laboratorio pratico e motivante realizzabile sono in posizione esterna rispetto alle aule. In tema di educazione ambientale una piccola area verde permetterebbe di assistere alla germinazione dei semi, alla nascita delle piante, permetterebbe di raccogliere i materiali organici per fare il compostaggio imparando a custodire l’ambiente attraverso lo studio della circolazione della materia. Di non secondaria importanza è poi il progetto di una scuola aperta al di là dell’orario scolastico, di sera, come struttura di incontro per gli adolescenti che intendono trovarsi per svolgere attività artistiche, socializzanti, ludiche, liberamente scelte da loro. Sarebbe un ambiente sicuro, gestito in autonomia e responsabilità dai ragazzi stessi, con la presenza discreta e vigilante di un operatore pedagogico; ambiente certamente migliore e più sicuro di quelli che troppo spesso sono utilizzati dai giovani, con conseguenze a volte dolorose, come quelle a cui abbiamo assistito recentemente. Sarebbe un investimento sui giovani che in futuro darebbe frutti copiosi a vantaggio di tutta la comunità. Sarebbe un’ ottima soluzione, una struttura atta a conservare piena funzionalità per diverse generazioni di ragazzi. Romano Terzano

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