La scuola nuova nel secondo dei Quaderni del Buon senso

E’ stato presentato, alle 11.30, del 12 dicembre, su Zoom, dai consiglieri di Insieme per Canelli Mauro Stroppiana, Roberta Giovine e Alessandro Negro, l’argomento del secondo dei Quaderni del Buon senso, iniziativa da loro portata avanti per richiamare l’attenzione dei cittadini e dell’amministrazione comunale sui temi caldi della comunità canellese.

“Proviamo a parlare di una Nuova Scuola?
Alla Scuola le famiglie e la Città affidano il bene più prezioso: i propri figli.
Gli ambienti scolastici dove vivono oggi i nostri ragazzi sono l’ideale o è il caso di progettare nuove strutture che siano al passo con i tempi?
Non è una domanda per i soli addetti ai lavori, ma interroga tutti noi: dunque è importante conoscere i termini della questione. Abbiamo provato a fare alcune riflessioni e proposte per stimolare il dibattito e concretizzare i progetti. Non una critica all’oggi, ma uno sguardo sul domani: perché se non prepariamo il futuro adesso, semplicemente lo subiremo.
Per questo è nato il 2° quaderno del Buon Senso: mettere al centro del dibattito pubblico la Scuola e la formazione dei ragazzi per il futuro. Abbiamo cercato di fare qualche ragionamento partendo dalle moderne indicazioni per rinnovare il modo di “fare Scuola”, senza entrare nella Didattica, che non ci compete, ma pensando alla Scuola del futuro secondo le Linee Guida sul tema1,i Progetti del PNRR che parlano della Scuola 4.0.
Poiché il Quaderno è anche rivolto alla gente comune, a volte, per facilitare la comprensione, utilizzeremo i termini “tradizionali”: Scuola Elementare invece di Scuola Primaria e Scuola Media al posto di Scuola Secondaria di Primo Grado.
La Scuola di domani: Scuola 4.0 (decreto del Ministro dell’Istruzione n. 161 del 14 giugno 2022)2
Perché pensare ad una Nuova Scuola? Perché gli studiosi di Didattica ci dicono che bisogna andare verso un Nuovo Modo di Fare Scuola, che non si può realizzare in qualunque ambiente, ma ha bisogno di Spazi idonei e pensati per questo scopo3.
Ideare una nuova Scuola non significa semplicemente costruire un contenitore che rispetta spazi e volumetrie previste dalla legge, ma un luogo che esprime l’attenzione educativa e la didattica che si vuole impostare. Ad es. una Scuola strutturata per un “bambino seduto” favorirà inevitabilmente la crescita di adulti fermi e passivi.
Pensare una Scuola significa immaginare il futuro di una Città: dovrebbe essere il posto più attraente e funzionale di una comunità, dove i bambini/ragazzi scoprono la loro dignità, sviluppano le loro capacità, socializzano. Un luogo che crea le condizioni per “stare bene” faciliterà l’apprendimento: quindi “+ cultura = generazioni + libere”.
Così come occorre prendere coscienza che anche l’ambiente esterno è un luogo didattico, superando il concetto di aula come unico riferimento spaziale dei nostri ragazzi. La Nuova Scuola va pensata come 2 ambienti fra loro complementari: esterno e interno.
Ecco quello che ci dicono i Progetti nazionali per la Scuola legati al PNRR
“Da tempo la pedagogia italiana e internazionale ha fortemente valorizzato il ruolo dello spazio nel processo di formazione. Maria Montessori, ad esempio, ha visto lo spazio come “maestro”, mentre Loris Malaguzzi lo ha definito “terzo educatore”. Gli spazi di apprendimento non sono meri contenitori di attività didattiche, ma luoghi che influenzano in modo significativo l’apprendimento e l’insegnamento. Fin dalla nascita della scuola, lo spazio di apprendimento tradizionale è stato configurato secondo il rigido modello di un’aula di forma quadrata o rettangolare, con file di banchi disposti di fronte alla cattedra del docente. Tale disposizione ha caratterizzato il processo di apprendimento per oltre un secolo e mezzo e ancora oggi appare come modello prevalente nelle scuole. Tuttavia, la ricerca nazionale e internazionale ha mostrato come il modello tradizionale di spazio di apprendimento non sia oggi più in linea con le esigenze didattiche e formative delle studentesse e degli studenti rispetto alle sfide poste dai cambiamenti culturali, sociali, economici, scientifici e tecnologici del mondo contemporaneo, proponendo “ambienti di apprendimento innovativi” connessi a una visione pedagogica che mette al centro l’attività didattica e le studentesse e gli studenti, secondo principi di flessibilità, di molteplicità di funzioni, di collaborazione, di inclusione, di apertura e di utilizzo della tecnologia. Il concetto di ambiente è connesso all’idea di “ecosistema di apprendimento”, formato dall’incrocio di luoghi, tempi, persone, attività didattiche, strumenti e risorse. Non sono sufficienti, dunque, solo lo spazio e la tecnologia per creare un ambiente innovativo, ma sono fondamentali la formazione, l’organizzazione del tempo e le metodologie didattiche.”
Il progetto Scuola 4.0 parte dall’idea che una Scuola innovativa e al passo coi tempi deve avere spazi innovativi. “Occorre realizzare ambienti di apprendimento ibridi, che possano fondere le potenzialità educative e didattiche degli spazi fisici concepiti in modo innovativo e degli ambienti digitali…”
“Il progetto accompagna la transizione digitale della scuola italiana, trasformando le aule scolastiche precedentemente dedicate ai processi di didattica frontale in ambienti di apprendimento innovativi, connessi e digitali.”
“Trasformare gli spazi fisici delle scuole, i laboratori e le classi fondendoli con gli spazi virtuali di apprendimento rappresenta un fattore chiave per favorire i cambiamenti delle metodologie di insegnamento e apprendimento, nonché per lo sviluppo di competenze digitali fondamentali per l’accesso al lavoro nel campo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.”
Per le Scuole di Canelli il progetto di riferimento PNRR sono le Next Generation Classrooms. Questa azione prevede l’utilizzo delle tecnologie più nuove, che favoriscono l’esperienza di apprendimento, con forti collegamenti con ambienti virtuali e nuove competenze digitali e la possibile fruizione di tutte le lezioni da casa con una connettività completa.
Ogni aula diventa così un ecosistema inclusivo e flessibile che integra tecnologie e pedagogie innovative diventando un ambiente digitale di apprendimento.

La prima domanda che ci facciamo è: gli attuali plessi scolastici sono l’ambiente giusto per realizzare la Scuola 4.0?

Scuola G.B. Giuliani

Pregi:
posizione centrale
facile accesso pedonale
vicinanza ai servizi (cartolerie, panetterie, bar, parcheggi,…)

Difetti:
struttura datata
bagni inadeguati
spazi all’aperto insufficienti
palestra insufficiente
capienza di molte aule insufficiente

Scuola Bosca:

Pregi:
Una parte degli ambienti di recente costruzione
Parcheggio
Area circostante protetta
Palestra
Posizione decentrata: favorevole per l’accesso automobilistico dalla periferia

Difetti:
Posizione decentrata: sfavorevole per un percorso pedonale
La cementificazione ha prevalso sulle aree verdi
Strada di accesso con punte di traffico negli orari di ingresso e uscita studenti

Prima di DOVE fare la Nuova Scuola, chiediamoci: QUALE SCUOLA andiamo a costruire?
Anche se da anni la Scuola sta facendo grandi sforzi per adeguarsi alle nuove indicazioni ed esigenze di digitalizzazione (ad es.LIM, Lab. Informatico,…) sembra evidente che un edificio costruito nel 1957, come il GB Giuliani, avrà difficoltà a rispondere alle esigenze della Scuola del futuro, come anche uno spazio periferico rispetto alla Città come la Scuola Bosca. Infatti non dobbiamo solo tenere presenti le esigenze della Scuola 4.0, ma anche quelle della vita cittadina.

E’ anche vero che sapere quale spazio si ha a disposizione e dove è collocato, diventa importante per la progettazione: ad es. se si avesse a disposizione un unico grande spazio in zona centrale si potrebbe costruire unico Plesso (edificio) scolastico per Elementari e Medie. Ma questo, ad oggi, non è ipotizzabile: l’unica area grande e vicina al Centro è quella Ex Riccadonna che è privata e per il sistema della pianificazione urbanistica non utilizzabile come area per Servizi secondari come la Scuola.
Dobbiamo dunque pensare ad un futuro con 2 edifici scolastici: uno per la Scuola Elementare e uno per la Media?
Dove potrebbe trovare spazio la Scuola Media? Pregi e difetti per ragionarci

1. La soluzione più semplice sembrerebbe il trasferimento alla Scuola Bosca: ristrutturata di recente e con palestra annessa.
Ma risulta periferica e difficile da raggiungere a piedi dalla maggior parte degli studenti, proprio nell’età in cui iniziano ad essere indipendenti negli spostamenti.
Oltre a questo problema, prima di scegliere questa ipotesi, occorre verificare se vi siano spazi sufficienti ed idonei4.
2. Un’altra ipotesi: verificare se l’incompiuta sede dell’Artom/Pellati di V.Asti potrebbe avere spazi per ospitare la Scuola Media.

Una volta verificati gli spazi sorgerebbe però il problema che il locale è di proprietà provinciale e non comunale, per cui occorrerebbe un accordo con Asti, che non è detto sia possibile.
3. Lasciarla dov’è oggi, ma senza la Scuola Elementare, che troverà spazio nel nuovo Plesso. In questa maniera dovrebbero trovarsi spazi sufficienti per ristrutturarla e renderla a misura di Scuola Media. Anche se difficilmente si riuscirà a ricavare uno spazio per la Palestra. In questa ipotesi l’attuale Scuola Bosca potrebbe essere alienata per finanziare la ristrutturazione.
Dove potrebbe trovare spazio la Scuola Elementare? Pregi e difetti per ragionarci

1. Area Via dei Prati.
Il vantaggio sarebbe la vicinanza al centro.
Ma gli spazi dove costruirla sarebbero piccoli, con più particelle di terreno, irregolari, mancanza di vie di accesso adeguate, aree verdi ridotte. Senza contare che sarebbe in riva al Belbo e probabilmente non si otterrebbe il permesso a costruire.

2. Area Parco Boncore.
I vantaggi sarebbero l’ampio spazio verde, la vicinanza ad un’ampia zona residenziale, la comodità di accesso alle auto e di parcheggio, la vicinanza all’area industriale per i genitori che vi lavorano.
Gli svantaggi: la localizzazione periferica, la necessità di ottenere la deroga alla fascia di 200 m. del vincolo cimiteriale, l’area è in gran parte infossata per cui vi sarebbero problemi con gli impianti di scarico oppure la necessità di ampi riporti di terreno. Senza dimenticare la questione dei sedimenti inquinati sotterrati, che mettono in dubbio la possibilità di poter costruire

3. Area Via Tempia
Situazione simile a Parco Boncore.
Dal punto di vista costruttivo il vantaggio sarebbe che è l’area già individuata dal piano regolatore per la costruzione di un nuovo edificio scolastico, non avrebbe difficoltà di scarichi e non giacerebbe su sedimenti inquinati.
Non avrebbe però un accesso diretto all’area verde e gli spazi costruttivi sarebbero ridotti rispetto al Parco Boncore.

La nostra proposta
Noi proponiamo di cercare la soluzione insieme: Amministrazione, Istituzioni scolastiche, Cittadini. Ognuno potrebbe portare il suo contributo di idee al di là degli schieramenti politici e della professione, perché la Scuola è un tema per tutti, che riguarda il futuro della Città.
Tenendo conto che non esiste la soluzione perfetta e che nella decisione dobbiamo staccarci dal nostro modo di pensare come se esistesse solo l’oggi.
Per questo proponiamo una serie di passaggi non ideologici, ma concreti:

1. Cercare un’altra area “centrale” per costruire una Nuova Scuola…
L’ideale sarebbe un’area centrale o appena fuori dal Centro Città, nella quale inserire il nuovo edificio con un adeguato spazio esterno, ma di fatto ad oggi questo è impossibile: l’area di V. dei Prati non è praticabile, V. L. Bosca e Via Tempia non si possono considerare centrali.
Prima di andare a decidere tra queste 3 aree, che paiono le uniche possibilità, vogliamo proporre un’idea e rivolgere un Appello: c’è qualche Proprietario di un’area, sufficientemente collegata al centro, disponibile a venderla? Oppure a donarla in cambio della intitolazione della Scuola ad un proprio congiunto da ricordare?
Se si trovasse, a seconda dell’ampiezza, potrebbe ospitare le sole Elementari o l’intero Istituto comprensivo (Elementari + Medie)
a.i.1.a.i.1. Se non si riuscisse a trovare… fare comunque una scelta
A questo punto Amministrazione, Scuola e Cittadini dovranno:
a.i.1.a.i.1.a. Definire un progetto tra le possibili soluzioni che abbiamo elencato
a.i.1.a.i.1.b. Acquisire l’area e attivare tutte le pratiche necessarie ad intercettare bandi e finanziamenti per il futuro

2. Nel frattempo che fare col PNRR?
1. Richiamiamo che, come richiesto dal Ministero, nei Gruppi di Progettazione dell’Istituto Comprensivo di Canelli, “Durante la progettazione è necessario coinvolgere tutta la comunità scolastica e le realtà culturali, sociali ed economiche sia locali che nazionali, al fine di stabilire nuove alleanze educative per costruire percorsi di carriera adeguati alle nuove sfide della digitalizzazione”. Chiediamo che queste realtà siano coinvolte.

2. Un prerequisito per tutti gli ambienti di apprendimento innovativi è rappresentato dalla connettività per l’accesso a tutti i servizi internet alla massima velocità disponibile. Il Comune ha già completato il potenziamento della connettività e del cablaggio interno per gli attuali plessi? Questo per consentire a tutti gli ambienti di apprendimento che saranno realizzati di poter fruire della massima accessibilità alla rete? Questa dimensione deve essere realizzata dal Comune, poiché la Scuola non ha alcuna possibilità di agire in tal senso.

3. Chiediamo agli Organi competenti, che venga effettuato al più presto uno studio per valutare lo sviluppo demografico della zona, sul quale andranno definite le esigenze per nuove Scuole
E’ quindi aperta la discussione per il futuro delle Scuole di Canelli e dintorni.

I “Quaderni del Buon Senso” sono documenti aperti: hanno delle pagine bianche ancora da scrivere. Attendiamo idee, integrazioni e proposte.
Si ringraziano per la consulenza bibliografica e normativa le Prof.se Matelda Lupori, Palmina Stanga, Annamaria Tosti.”

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