Rifiuti zero fino al 90%: un modello da imitare

Tra gli interventi a custodia dell’ambiente facilmente attuabili dai cittadini la gestione familiare dei rifiuti è la più praticabile. Il problema della produzione e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani è esploso qualche decennio fa ed ha coinvolto cittadini ed amministrazioni comunali in progetti che non sempre hanno sortito risultati rispondenti alla custodia dell’ambiente che va via sempre più degradandosi.

La raccolta stradale mediante i cassonetti non ha dato risultati apprezzabili in quanto, inserita in un modello consumistico e non responsabilizzante, rischiava di seppellire il pianeta in un mare di rifiuti. Si sono eliminatiin buona parte i sistemi di raccolta a cassonetto stradale che alimentavano l’irresponsabilità, e si è passati, in molte realtà, alla raccolta porta a porta col sacchetto di rifiuti non inteso come un ingombro da smaltire, ma come uno scarto personale gestito con le proprie mani.

L’intento era quello di differenziare i rifiuti per recuperare le materie prime in essi contenute da mandare al riuso o al riciclo. Anche tale sistema, ultimamente, si è mostrato carente, specie per quanto riguarda la riduzione della produzione di rifiuti. Troppi scarti prodotti in famiglia finivano ancora all’incenerimento o nelle discariche.

Sistema rifiuti zero

A mettere in evidenza la necessità di fare un passo avanti per passare dalla società dell’ uso e getta e degli scarti a quella dei rifiuti intesi come risorse, hanno provveduto alcuni studi scaturiti in progetti maggiormente efficienti e responsabilizzanti. Tra questi emerge il “Progetto Rifiuti Zero” ad opera di Rossano Ercolini, un insegnante del comune di Capannori, che si basa su alcuni obiettivi fondamentali: l’aumento della raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti, la responsabilizzazione dei cittadini attraverso forme di democrazia diretta, il recupero delle materie prime contenute nei rifiuti, il riciclo dei materiali, la richiesta ai produttori di imballaggi di utilizzare materiali biodegradabili, la netta separazione della frazione organica e del verde da compostare in loco da parte di chi possiede un appezzamento di terreno.

Tariffazione puntuale

Strumento fondamentale per raggiungere tale obiettivo è l’applicazione della tariffazione puntuale. Tariffazione puntuale significa applicare quel concetto banale a cui da sempre siamo abituati a pensare quando consumiamo l’ acqua e quindi la paghiamo in funzione di quanto ne consumiamo, oppure la luce in funzione di quanta ne consumiamo e paghiamo. Perché non deve essere così anche per i rifiuti? Serve per alimentare quel senso di responsabilità contro lo spreco che la bolletta dell’ acqua o della luce ci incentiva a fare. A partire da questo concetto a Capannori hanno fatto, qualche anno fa, un’innovazione. Hanno inserito un microscopico microchip che, applicato nel sacco o anche nel bilancino, registra i dati del materiale indifferenziato prodotto da ogni utenza. Questo sistema permette di capire quante volte il cittadino conferisce i suoi scarti e di conseguenza di applicargli la tariffa corrispondente. Questo processo produce anche un altro effetto positivo: favorisce la partecipazione responsabile del cittadino che diventa promotore di una forma di democrazia attiva e solidale che proviene dal basso.

Aumento della differenziata

Se con la raccolta differenziata spinta si arriva al 70%, all’80% di materiali da avviare al riciclo, con la tariffazione puntuale si può arrivare al 90%, al 95%. Lo hanno fatto a Capannori e ora lo stanno facendo in tante altre comunità. Il sistema si può adottare dappertutto, non esistono distanze che impediscano di realizzare questo percorso perché già ci sono esperienze simili al Nord, al Centro e al Sud Italia, in piccole, grandi e medie città.

Riconoscimenti e adesioni

Il progetto, lanciato da Rossano Ercolini ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche internazionali e nel 2013. Il suo ideatore ha ricevuto il prestigioso Goldman Environmental Prize, il Nobel alternativo per l’ambiente. Di anno in anno il sistema “Rifiuti Zero” è stato adottato in numerose città di tutto il mondo. In Italia al 20 novembre 2019 i Comuni che hanno adottato la strategia Rifiuti Zero sono 304 per un totale abitanti di 6.779.446. In questo elenco spiccano grandi città come Ascoli Piceno,Terni, Forlì, Livorno, Foggia, Perugia, Ragusa, Vercelli, Treviso, Olbia, Oristano , Mantova, Parma, Benevento, Napoli, La Spezia e piccoli paesi. In Piemonte le amministrazioni comunali che già hanno deliberato di aderire al progetto “Rifiuti Zero” sono Vinchio, Mirabello Monferrato, Crescentino, Fontaneto Po, San Germano Vercellese, Santhià, Tronzano Vercellese, Vinovo e Trino Vercellese. Allora perchè non adottarlo subito nelle nostre comunità? (Romano Terzano)

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