Il Lions club di Santo Stefano Belbo dona 2mila euro ai profughi ucraini

L’osteria C’era una volta di Canelli ha ospitato la conviviale di fine inverno del Lions club di Santo Stefano Belbo con una trentina di partecipanti fra soci e ospiti. Il protagonista della serata è stato lo spumante Alta Langa docg, che ha visto la partecipazione del massimo rappresentante del proprio consorzio di tutela, l’enologo Giulio Bava di Cocconato d’Asti. La relazione dal presidente Bava ha letteralmente incantato la platea con un excursus magistrale sulla genesi del marchio, soffermandosi sui brillanti risultati di mercato che ha saputo conquistarsi nel gotha delle bollicine nazionali e internazionali.

Il sodalizio lionistico, presieduto per il secondo anno consecutivo da Stefano Casazza, ha poi accolto un nuovo socio che, con entusiasmo e convinzione, entra a far parte del club di Santo Stefano Belbo, pur risiedendo nell’Albese. Si tratta di Gianlorenzo Seletto, 65 anni, direttore senior del gruppo Ferrero, personalità di elevato spicco aziendale, professionale e sportiva, con all’attivo la partecipazione a ben sedici maratone. Con questo ingresso il Lions santostefanese conta 33 soci, dei quali tre hanno fatto il loro ingresso nell’ultimo anno.

Durante la serata si è parlato anche delle tragiche conseguenze della guerra nell’Est dell’Europa, la cui situazione umanitaria non hanno lasciati insensibili i commensali. Spiega il presidente Casazza: «Appellandoci ai principi ispiratori del lionismo, ben illustrati dal responsabile della Fondazione internazionale Gian Costa, abbiamo deciso di devolvere duemila euro a favore degli aiuti ai profughi dell’Ucraina».

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