Cantina di Vinchio e Vaglio Serra, vendute nel 2017 un milione e 200mila bottiglie e 400mila bag in box

Bilancio ancora una volta positivo per la Viticoltori Associati di Vinchio e Vaglio Serra al termine di un’annata che si è distinta non soltanto per il crescente numero dei clienti e del fatturato che sfiora ormai i 9 milioni di euro (+ 4% rispetto al 2016) con la commercializzazione di un milione e 200mila bottiglie e 400mila bag in box, ma anche per il gran numero di riconoscimenti ottenuti in graduatorie e concorsi enologici tra i più prestigiosi a livello mondiale nonché per la scintillante celebrazione dei trent’anni del Barbera d’Asti superiore docg Vigne Vecchie.

Per chiudere, una vendemmia al di sopra di ogni aspettativa, se si considera il bizzarro andamento climatico dell’annata ed un lunghissimo periodo di siccità, che ha contenuto la diminuzione di produzione entro il 15/16%, penalizzando un pochino i bianchi e mantenendo ai rossi l’alto livello qualitativo ormai abituale della Cantina.
Ne hanno parlato diffusamente, nell’incontro-stampa di fine anno, il presidente Lorenzo Giordano, il vicepresidente Giuseppe Balbo, l’enologo Giuliano Noè, il direttore Ernestino Laiolo e l’architetto Andrea Capellino, presenti anche il sindaco di Vinchio, Andrea Lajolo ed il vicesindaco di Vaglio Serra, Fulvio Gatti, a segnalare la felice collaborazione con i due Comuni nell’opera di promozione, conoscenza e tutela del paesaggio agrario delle Colline del Barbera Unesco.

Esempio di questa forte attenzione al territorio è la realizzazione, ormai alle battute conclusive, del percorso “I nidi di Vinchio e Vaglio Serra” che, come ha spiegato Andrea Capellino, partendo dall’area verde di Regione San Pancrazio raggiunge il culmine della “collina del vino” che sta proprio alle spalle della Cantina, vera e propria porta verso la Riserva della Val Sarmassa, i tanti “cru” viticoli della zona, ed i luoghi della cultura e della storia, recente e lontana della zona. Percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, il percorso è caratterizzato da alcune aree di sosta, i nidi per l’appunto, che consentiranno di godere del magnifico paesaggio, del fascino del bosco, ma anche delle informazioni su uomini, cose e prodotti.

Per tornare alle vicende enologiche della Cantina che sta “covando” un atteso millesimo di Alta Langa e guarda con sempre maggior interesse alle nicchie viticole di Pinot nero in produzione nei vigneti dei propri soci (190 nel 2017 per 450 ettari di superficie vitata), resta fondamentale il lavoro di ricerca di qualità del suo vino bandiera che resta la Barbera nelle sue più diverse declinazioni (dal Nizza docg, al Barbera d’Asti superiore Sei Vigne Insynthesis, dal Vigne Vecchie al Tre Vescovi, dal Monferrato al Piemonte) con 25 mila quintali vinificati nel 2017 su 37mila totali.
In particolare, come hanno ricordato Noè, Giordano e Lajolo, si è puntato molto sulla tipologia Piemonte, un vino quotidiano dallo straordinario rapporto qualità/prezzo, e primo passo per ridare chiara identità al sistema Barbera oggi un po’ travagliato dalle confuse rivendicazioni delle varie Denominazioni.

“Oggi c’è chi – ha affermato Giordano – chiede addirittura una modifica ai disciplinari per ottenere chiarezza, ma la soluzione sta nel semplice lavoro di selezione dei vigneti e noi l’abbiamo già fatta da qualche anno”.

Infine uno sguardo alle remunerazioni ai soci ed all’export. Il livello delle prime è sempre estremamente interessante (8,10 euro medi al miriagrammo per tutti i tipi di uva e 8,91, sempre medi, per le sole uve barbera) mentre per il settore esportazioni, scontata una fisiologica flessione di qualche mercato, continua il flusso verso la Scandinavia e si è aperto recentemente un canale particolarmente promettente verso la Cina dove, come si sa, il mercato è immenso ma non facile da aggredire.
Per la Cantina di Vinchio e Vaglio Serra l’ennesima sfida da vincere, si spera, già nel 2018.

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