Sanità: i primari del Cardinal Massaia approvano un documento sul ridimensionamento

Ospedale Cardinal Massaia di notte (foto Cribari)Pubblichiamo il documento condiviso e approvato oggi, 3 dicembre 2014, dal Collegio dei Primari (32 primari) dell’ospedale Cardinal Massaia di Asti in relazione alla delibera regionale sull’adeguamento delle rete ospedaliera.

«Il Collegio dei primari dell’ospedale Cardinal Massaja di Asti, autoconvocatosi mercoledì 3 dicembre 2014, esprime all’unanimità la preoccupazione circa le probabili ricadute della recente DRG in tema di adeguamento della rete ospedaliera sulla qualità dell’assistenza sanitaria dei cittadini dell’Astigiano.

Pur concordando a pieno con lo spirito di base della riforma della rete sanitaria piemontese, ovvero:
– riduzione della spesa in termini economici,
– ridimensionamento delle sedi periferiche,
– soppressione delle strutture con attività al di sotto di standard di qualità,
non possiamo non rilevare che alcune scelte riguardanti il nostro ospedale potrebbero comportare pesanti costi, in termini assistenziali, sulla popolazione.

La soppressione, o anche il progressivo ridimensionamento, di strutture ad elevato impatto assistenziale e terapeutico, caratterizzate da dotazioni recenti, spesso assai costose, e da standard di trattamento all’avanguardia, non potrà che determinare effetti negativi in termini di migrazione dei pazienti verso altri ospedali, mancata erogazione di prestazioni in tempi rapidi e certi e, non da ultimo, spreco di risorse investite.

La riduzione dei posti letto, inevitabile alla luce delle indicazioni contenute nella DGR, in una realtà come quella astigiana che vede il rapporto posti letto/abitanti fin da ora significativamente inferiore a quanto riscontrabile in territori omologhi ed a noi vicini, non potrà che portare a estreme difficoltà nella gestione dei ricoveri già oggi segnata non infrequentemente da situazioni di criticità.

Alla luce di quanto sopra esposto, non possiamo che invitare cittadinanza ed istituzioni ad impegnarsi per evitare che il nostro territorio venga penalizzato in termini anche superiori di quanto riscontrabile in altri ambiti piemontesi, analoghi a esso, concorrendo tutti alla salvaguardia di quelle realtà caratterizzate da connotati strutturali e tecnici tali da poter essere considerate importanti risorse, piuttosto che inutili fardelli.»

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