Puntuale è arrivata l’influenza: come combatterla?

L’influenza, che cos’è, come evitarla, ancora in tempo il vaccino?
“Puntuale, è arrivata l’influenza” si dice. Ma di che si tratta? Come combatterla? Ne parliamo a Canelli con il dott. Fulvio Mossino.

Cosa è l’influenza?
«L’influenza vera e propria è causata da un virus influenzale specifico e va distinta dalle cosidette “sindromi influenzali”, che presentano sintomi simili, con un andamento più benigno».

Come si trasmette?
«Con le goccioline di saliva emesse parlando, tossendo e starnutendo».

Come si manifesta?
«Questi i sintomi principali: febbre che si manifesta improvvisamente; tosse secca, raffreddore, mal di gola; dolori muscolari e articolari; mal di testa; spossatezza».

Per evitarla?
«Oltre alla vaccinazione, alcune precauzioni: evitare il contatto con le persone che ne sono affette, non frequentare i luoghi chiusi e sovraffollati, lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone, evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate. Potrebbe essere utile pulire le ‘porte di ingresso’ dei virus, lavando il naso, sciacquando e facendo gargarismi per bocca e gola».

Siamo ancora in tempo per il vaccino?
«Si, siamo ancora in tempo, visto che il picco non è ancora imminente, sempre tenendo conto che il vaccino non protegge subito, ma occorrono quindici–venti giorni per funzionare. Quindi, meglio affrettarsi».

Quest’anno ci sono state meno vaccinazioni?
«La notizia di alcuni decessi dopo la somministrazione di uno dei vaccini influenzali ha aumentato la diffidenza verso la vaccinazione, in parte favorita da alcuni media più orientati a spaventare che a informare. Le indagini hanno però, per ora, escluso qualsiasi responsabilità del vaccino antinfluenzale».

A chi consiglierebbe il vaccino?
«Alle persone anziane, a tutte le persone con malattie croniche e alle persone che lavorano in servizi pubblici».
E chi avesse preso l’influenza che cosa deve fare?
«Principalmente, riposare, assumere antipiretici e abbondanti liquidi. Se non migliorasse entro 3 o 4 giorni, consultare il medico per accertare la presenza di eventuali complicazioni».

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