Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a Gianfranco Berta

BERTA GIANFRANCO

Nella chiesa di San Bernardino da Siena, nella frazione Casalotto di Mombaruzzo, una folla commossa ha dato l’ultimo saluto, venerdì 13 febbraio, ad uno degli imprenditori più conosciuti nell’Astigiano, Gianfranco Berta, morto il giorno prima, prematuramente, nella sua casa, a 59 anni, dopo lunga malattia. Era contitolare (insieme al fratello Chicco) dell’omonima distilleria di grappa, dove lavorano oltre 40 persone.
Lascia la moglie Simonetta, la figlia Annacarla con Nicolò, il fratello Chicco con la sua famiglia, la suocera Tilde. Gli sopravvive anche l’anzianamadre Lidia. Al termine del rito funebre, che è stato concelebrato dal parroco don Carlo Cresta, da don Pietro Bellati e don Gianni Robino, la salmaè stata sepolta nella cappella di famiglia, accanto a quella del padre Paolo, fondatore dell’azienda, morto nel 2009.

Impegnato anche nel mondo politico, economico e associativo, Berta aveva iniziato tra le fila della Dc e a 25 anni già sedeva in Consiglio comunale a Nizza. Assessore sotto vari sindaci, da Bergamasco a Zaccone, da Odasso a Orione, per oltre dieci anni è stato uno dei protagonisti della vita amministrativa. Poi è passato alla presidenza di Confartigianato ed ha avuto incarichi in Camera di commercio, Fondazione e banca CrAsti. E’ stato anche presidente della Strada del Vino Astesana.

Nella grande e moderna distilleria di Casalotto (terra d’origine della famiglia), qualche anno fa aveva costruito un laboratorio per la produzione degli amaretti «Moriondo Carlo». Nel centro di Mombaruzzo, dove aveva ristrutturato villa Prato, aveva creato un centro benessere, e a Castelletto Molina un resort «Il Cambio» destinato alla clientela di lusso. Tre anni fa circa aveva acquistato anche il castello medioevale di Monteu Roero.

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