Per chiarire l’accaduto, è stato necessario condurre un’analisi che ci consente ora di mettere in ordine i fatti per spiegare l’origine, l’evoluzione e la conclusione di questa vicenda.
Negli anni 2022, 2023 e 2024, l’allora Giunta dell’Avv. Paolo Lanzavecchia, composta, oltre che dal Sindaco, da Giovanni Bocchino, Paolo Gandolfo, Raffaella Basso, Firmino Cecconato e Silvia Gibelli, si è occupata a più riprese delle indennità degli Amministratori e più volte le ha aumentate (ad es. gli incrementi del 2023 sul 2022 vanno dal 10 al 15% e nel 2024 salgono ancora dall’11 al 62% per Sindaco, Vice- e Assessori). Gli aumenti più cospicui vengono decisi dalla Giunta Lanzavecchia nel 2024, portando l’indennità del Presidente del Consiglio Comunale allo stesso livello di quella degli Assessori, cosicché negli allegati alla delibera di Giunta n. 196 del 7.11.2023 è espressamente prevista per l’allora Presidente del Consiglio Comunale Angelica Corino l’indennità mensile di € 1.863,00 lordi.
Tali aumenti erano leciti?
La risposta è “sì”, sfruttando l’occasione offerta dalla Legge di Bilancio del Governo Draghi e i fondi previsti in tale provvedimento.
Nel giugno del 2024 Canelli volta pagina: si insedia la nuova Giunta guidata da Roberta Giovine, la quale si dedica alle questioni più urgenti e non si occupa in nessun momento delle indennità, andando in continuità con la precedente Amministrazione.
Tre dei precedenti Assessori (Bocchino, Gandolfo e Basso), che siedono oggi sui banchi della minoranza, provano ad attaccare decisioni da loro stessi votate nel tentativo di screditare l’attuale maggioranza.
Infatti, durante il Consiglio Comunale del 29 settembre 2025, in modo plateale, senza averne fatto cenno nella riunione di Commissione convocata appositamente né in alcun’altra occasione, Annalisa Conti e Alessandro Rosso accusano il Presidente del Consiglio di percepire indebitamente un’indennità superiore a quella prevista dalla legge. Le minoranze minacciano di interpellare la Corte dei Conti (pur rendendosi conto che tale atto porterebbe solo a valutazioni sulle decisioni assunte da loro stessi) e chiedono un parere qualificato del revisore dei conti.
Da quel giorno l’attuale Giunta, in collaborazione con gli Uffici, si attiva per ricostruire ogni passaggio, rimettendo in discussione le scelte della Giunta Lanzavecchia e ottenendo in merito i pareri favorevoli della Segretaria Comunale Michela Parisi Ferroni (la stessa Segretaria Generale dell’Amministrazione Lanzavecchia) e del revisore dei conti, Dott.ssa Teresa Rotolo.
Alla luce di questi pareri, si decide di non modificare la situazione per l’anno 2025, confermando le indennità di tutti gli Amministratori.
A gennaio 2026 cambia completamente lo scenario: si apprende della riduzione dei fondi statali previsti per le indennità per il corrente anno; di conseguenza, si decide di sospendere immediatamente l’indennità del Presidente del Consiglio Comunale per le necessarie valutazioni, per poi intervenire in maniera ragionata, in modo che il calo dei fondi statali non debba gravare sulle entrate prelevate sul Comune.
Si conclude che, non essendo ad oggi più sostenibile l’aumento dell’indennità del Presidente del Consiglio deciso dalla Giunta Lanzavecchia, occorre tornare ai valori originari del D.M. 119 del 4.4.2000, riportando l’indennità del Presidente del Consiglio al 10% di quella del Sindaco e la somma complessiva delle indennità a € 12.420 lordi.
La lista Insieme per Canelli che oggi amministra la città, però, è una squadra e ragiona come squadra. Ritenendo corretto che il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale dovesse essere riconosciuto e valorizzato, ha deciso di non limitarsi ad applicare le restrizioni dovute ai minori stanziamenti statali. Al contrario, ha provveduto a riorganizzarsi internamente aumentando l’indennità del Presidente del Consiglio fino a equipararla quella degli Assessori lavoratori dipendenti e diminuendo del 4% le indennità degli altri amministratori (Sindaco, Vicesindaco, Assessori e Assessori lavoratori dipendenti) con delibera approvata in data 5 marzo 2026 ad effetto retroattivo.
La decisione presa dalla Giunta Giovine di “tagliarsi lo stipendio”, nata dalla riduzione dei fondi statali e non da sterili polemiche, ci pare la risposta più adeguata a chi si è votato gli aumenti, li ha incassati e ha pure avuto la sfrontatezza di accusare altri di aver applicato quei provvedimenti. Una risposta compatta, rigorosa e, soprattutto, corretta verso i nostri concittadini.
Mentre altri sono riusciti a dividersi sul ruolo e sull’indennità di Vicesindaco, noi ci uniamo sull’indennità e sul ruolo del Presidente del Consiglio Comunale: una carica di fiducia e di garanzia per tutti.
Ci auguriamo di aver fatto chiarezza e torniamo a lavorare.
