I volti della Libertà in vetrina, a Canelli

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Ultimi giorni per la mostra itinerante “I volti della libertà”, singolare percorso fotografico su momenti e protagonisti della lotta di Liberazione che si snoda nelle vetrine dei negozi del centro di Canelli.

L’iniziativa, ideata nel 70° anniversario della Resistenza da Associazione Memoria Viva e Israt (dal cui archivio storico è tratta buona parte delle immagini), sta destando attenzione tra i cittadini e i turisti che passeggiano in piazza Cavour, nelle vie Roma, Giuliani, Filippetti e in corso Libertà. Proprio alla luce dell’interesse suscitato, dopo l’apertura del 18 aprile gli organizzatori hanno stampato altre fotografie per soddisfare le richieste dei commercianti: ora le immagini esposte sono più di settanta e si potranno osservare fino a venerdì 1° maggio.

Tra le ultime fotografie a comparire, quella concessa da Giovanni Araldo, con ragazzini e adulti che posano insieme a un gruppo di loro concittadini liberati dai campi di concentramento: la città li festeggerà anche con un ritrovo al “Ragno D’oro”.

Le didascalie sotto le immagini aiutano a riconoscere capi partigiani, alcuni dalle origini canellesi come il comandante garibaldino Giovanni “Primo” Rocca, e Giuseppe Berta, “Moretto”, attivo negli autonomi di Piero Balbo, “Poli” (il comandante Nord de “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio).

Altre foto ricordano il sacrificio di giovani ribelli (il diciannovenne Dario Scaglione, “Tarzan”, compare accanto a Settimo Borello, “Sett”, catturati a Valdivilla e fucilati il 24 febbraio 1945) o stagioni uniche di libertà: significativa l’immagine, datata ottobre 1944, di un gruppo di garibaldini della Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato.

Ma sono anche i molti volti della gente comune a trattenere i canellesi dinanzi alle fotografie e a indurli, con l’aiuto delle didascalie, a cercare di dare loro un nome.

Passeggiando per il centro, Israt e Memoria Viva offrono anche un altro momento dedicato alla storia: undici pannelli riproducono alcuni giornali partigiani fatti circolare clandestinamente o quotidiani che, in edicola, annunciano la fine della guerra.

 

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