10.000 incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici

10.000 incidenti stradali all’anno, causati da animali selvatici, con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 (contro gli undici dell’anno precedente). E’ tragico e impietoso quanto emerge da una stima di Coldiretti su dati Regioni e Osservatorio Asaps, resa nota in occasione del blitz contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici davanti a Montecitorio.

A Roma, arrivata da Asti in pullman, c’era anche una nutrita delegazione di agricoltori e rappresentanti dei comuni astigiani, insieme ad altri migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali, sindaci e ambientalisti.

“Alla manifestazione di fronte al Parlamento – dichiara il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – c’è stata una forte presenza di parlamentari, sindaci e amministratori, sia di maggioranza sia di minoranza, a testimonianza di quanto la tematica sia sentita ed importante sui territori. Abbiamo chiesto di fare presto di affrontare una volta per tutti una problematica che opprime le imprese agricole e che danneggia e preoccupa tutti i cittadini”.

Fra gli agricoltori dell’Astigiano presenti a Roma anche il giovane agricoltore Carlo Gallo di Montabone: “Per le nostre aziende è un vero flagello – ha dichiarato -, il danno dei “selvatici” è subdolo e sempre pesante da sopportare. Per fare un esempio è un po’ come se in un ufficio, tutte le sere, dopo una giornata di lavoro, entrasse un estraneo e mettesse tutto a soqquadro, strappando tutte le carte”.

Al fianco degli agricoltori si sono schierati esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni e i rappresentanti dei sindacati, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori come Symbola, Terranostra, Federparchi, Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Centro Consumatori Italia, Apab e Legambiente che ha condiviso le preoccupazioni alla base dell’iniziativa. Tra gli altri, presenti anche il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, il leader della Lega, Matteo Salvini, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, dei M5S e Luca Ciriani, presidente del gruppo di FdI al Senato.

Una vera e propria emergenza nazionale che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti e che, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, porta 3 italiani su 4 (72,7%) a considerare un pericolo per la circolazione la presenza di animali selvatici e di cinghiali. Il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018 secondo l’analisi Coldiretti su dati del rapporto Aci Istat. Oltre 8 italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. E’ quanto emerge dal primo Dossier Coldiretti/Ixe’ sull’emergenza animali selvatici in Italia.

In Piemonte negli ultimi 6 anni si sono registrati 7.000 incidenti causati dalla fauna selvatica con una media pari a circa 1.200 incidenti l’anno, ma con la tendenza ad aumentare.

“L’impegno congiunto degli intervenuti – rileva Marco Reggio, presidente di Coldiretti Asti – è di modificare, già nell’attuale legge di bilancio, la legge 157 sulla caccia, proprio perché si sta assistendo ad un aumento continuo dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano, purtroppo, vittime. Occorre, innanzitutto, semplificare la normativa attuale responsabilizzando gli enti locali ad effettuare interventi per il contenimento del numero dei cinghiali che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente”.

Si assiste infatti alla incontrollata proliferazione degli animali selvatici, il solo numero dei cinghiali è salito a 2 milioni in Italia. Oltretutto molti non denunciano neanche gli incidenti poiché scoraggiati dalle lungaggini burocratiche e dalle condizioni poste dalle assicurazioni. L’eccessiva presenza dei selvatici rappresenta un rischio per il nostro agroalimentare visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali e mette in seria difficoltà l’attiva delle imprese. Secondo Coldiretti responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che, con coraggio, continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Italy. La tutela dell’ambiente non deve fare dimenticare la sicurezza stradale, per questo serve agire con tempestività su tutti i territori.

“Proprio nelle aree collinari come le nostre – concludono Reggio e Furia – dove l’agricoltura è più difficoltosa, proprio a causa dei selvatici, si è già persa oltre il 50% della superficie coltivabile”.

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