“Ad oggi, non c’è alternativa alla riapertura del Teatro Balbo”

«Le notizie apparse in questi ultimi giorni – scrive il Comitato di Su il Sipario, circa la volontà dell’amministrazione comunale di realizzare un centro polifunzionale per ospitare alcune manifestazioni – ci inducono a fare il punto della situazione sulle attività del Comitato Su il sipario!, creato a suo tempo (era il marzo 2016) per aprire a Canelli uno spazio adeguato per un cinema-teatro, considerato da tutti noi come indispensabile per ogni comunità che voglia definirsi tale.

Ovviamente, abbiamo cominciato dalla soluzione che pareva la più ragionevole, e cioè la riapertura del Teatro Balbo, una delle più grandi sale della Provincia, con i suoi 400 posti.

Il nostro lavoro di questi 15 mesi è costituito essenzialmente nel mettere in contatto tante persone e istituzioni di buona volontà, che possiamo, semplificando, classificare nelle seguenti categorie:
I proprietari del Balbo, cioè le famiglie Grasso e Garello, che in questo periodo hanno sempre mostrato grande disponibilità nel cercare una soluzione ragionevole;

I potenziali ‘gestori’ del Teatro: il Teatro degli Acerbi e Arte & Tecnica, desiderosi di gettarsi nell’impresa di rivitalizzare culturalmente questa nostra città che rischia di diventare un opificio-dormitorio. Con loro, con Grasso & Garello e con il nostro Comitato Tecnico, composto dall’Ing. Enrico Gallo, dall’Arch. Marco Scaglione e da Marcello Manzo, abbiamo definito i requisiti che dovrà avere la sala per poter riaprire e identificato e quantificato gli interventi necessari per la messa a norma dell’immobile. Non ultima, la stesura di un piano economico triennale che garantistica la sopravvivenza del teatro. Per dare una sola cifra: servono 30 mila euro all’anno per i primi tre anni.

Gli sponsor. Abbiamo incontrato tanti potenziali ‘finanziatori’ in questi mesi, alcuni dei quali ci hanno assicurato l’erogazione di buona parte della somma necessaria per il primo triennio. Segnatamente, desideriamo ringraziare le aziende Arol, Bosca, Enos, Cavagnino & Gatti e Sipa. Grazie al loro intervento, unito a quello del Comune di Canelli, si raccoglieranno buona parte dei fondi necessari alla ripartenza del Balbo. Le poche migliaia di euro che mancano non rappresentano un problema, contiamo di raccoglierle attraverso sottoscrizioni pubbliche e attività simili, comunque sempre in attesa che altre aziende canellesi, e non solo, si uniscano al progetto.

Le Istituzioni Pubbliche: in particolare il Comune di Canelli, attraverso il quale richiedere i finanziamenti per sostenere le stagioni teatrali e che, nella persona del Sindaco Marco Gabusi, ha promesso formalmente l’erogazione di 13.000 euro all’anno per il funzionamento del Balbo, e la Regione Piemonte, coinvolta fin dall’inizio e che avrà un ruolo determinante nel successivo sviluppo del progetto, oltre a fornire le risorse per le stagioni teatrali.

Le ‘Fondazioni bancarie’, nello specifico la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e la Compagnia San Paolo, che, con i loro bandi, concorrono in modo determinante alla sopravvivenza della cultura.

I canellesi che, nonostante il periodo di generale scarsa fiducia nel futuro, in ogni occasione ci hanno fatto sentire sempre forte il loro desiderio ed il loro orgoglio di tornare ad avere un teatro vivo.
Per sintetizzare: gli attori sono tutti identificati e ben determinati a raggiungere il risultato finale. Si tratta ora di fare l’ultimo passo, quello di arrivare a un accordo che raccolga, con le dovute garanzie per i firmatari, le volontà di tutti e che porti velocemente alla realizzazione degli interventi di messa a norma dell’immobile per poter partire al più presto con una nuova stagione di spettacoli.

Chiudiamo con due considerazioni:
riteniamo che Canelli non possa fare a meno di un Teatro, inteso come luogo di cultura e di aggregazione sociale. Per soddisfare questi obiettivi, il Teatro deve sorgere nel cuore della città e deve essere di dimensioni adeguate; non vediamo, ad oggi, alcuna alternativa alla riapertura del Teatro Balbo. Qualsiasi altra soluzione potrà andar bene nel medio-lungo termine, ma la nostra città ha bisogno di una soluzione adeguata ora.»

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