Emiliano Bronzino nuovo direttore artistico di Asti Teatro

Emiliano Bronzino è il nuovo direttore artistico di Asti Teatro. L’annuncio è stato fatto ieri durante una conferenza stampa al Teatro Alfieri alla presenza del sindaco Fabrizio Brignolo, dell’assessore alla Cultura Massimo Cotto e del dirigente Gianluigi Porro.
“Asti Teatro è sempre stato riconoscibile per l’indirizzo artistico e i possibili contenuti. – spiega il regista torinese, che dirigerà il festival per il prossimo biennio – La presenza di diverse altre realtà sul territorio nazionale con una direzione simile rischia di togliere importanza al Festival. Per questo riuscire a intercettare e definire la nuova onda teatrale che si sta affacciando è doppiamente importante.

Da una parte perché Asti Teatro essendo il primo potrebbe diventare il luogo ideale di queste nuove realtà, dall’altra perché questo nuovo che avanza riesce a incontrare l’interesse del pubblico essendo più vicino alle nuove sensibilità degli spettatori. Il Festival dovrebbe allo stesso tempo essere luogo di incontro tra le compagnie che stanno lavorando in questa direzione e aiutare a definire questo nuovo indirizzo attraverso momenti di incontro e di studio, per dare ad Asti Teatro una riconoscibilità a livello nazionale”.

Nato a Torino nel 1974, Emiliano Bronzino è un regista teatrale riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Si è formato alla Scuola dello Stabile di Torino dove si diploma nel 1995 con lo spettacolo “Qualcosa di vero dev’esserci” per la regia di Luca Ronconi. Dopo il diploma collabora come regista assistente con Ronconi, in circa trenta produzioni, e si forma lavorando con moti altri registi italiani ed europei, tra cui Robert Carsen, Myriam Tanant, Guido Ceronetti, Massimo de Francovich, Juli Leal, Glauco Mauri. Lavora con il Teatro di Roma, lo Stabile dell’Umbria e il Piccolo Teatro di Milano, dove, oltre ad assistere Ronconi in mote produzioni, firma lui stesso diverse regie diventando uno dei registi giovani di riferimento per le produzioni del Piccolo. Dal 2011 porta avanti un percorso artistico con la Fondazione TPE Stabile di Innovazione a Torino, dove assieme al direttore Beppe Navello ha formato una compagnia che lavora in maniera continuativa da diverse stagioni. Nel 2016 partecipa al progetto I tre moschettieri di cui firma la regia dell’ultima puntata.

All’estero ha lavorato in Francia, Russia, Cina e soprattutto in Spagna dove ha firmato diverse regie per il teatro pubblico Teatres de la Generalitat Valenciana, il CRC e Purnateatre.

Contemporaneamente si dedica all’insegnamento e alla formazione degli attori, tenendo stage e corsi di recitazione e interpretazione in Italia e all’estero.
“Ci affidiamo alla sua esperienza – ha commentato l’assessore alla Cultura Massimo Cotto – e gli abbiamo dato due anni per lavorare perché è il tempo minimo per tracciare un nuovo percorso, con la speranza di poter proseguire insieme”.

Il dirigente Gianluigi Porro aggiunge: “Alla soglia dei 40 anni, questo festival cerca la sua identità. L’obbiettivo è quello di intercettare il nuovo che avanza, le giovani compagnie che sono espressione della drammaturgia contemporanea e che sono state tra i protagonisti della scorsa edizione. Nel festival cerchiamo una sintesi, la costruzione di un percorso per guardare al futuro, forti della nostra storia. In questo progetto un ruolo chiave lo ha lo Spazio Kor (ex Teatro Giraudi) dove stiamo intercettando un pubblico nuovo”.

“Asti Teatro può diventare il contenitore di una realtà in definizione – ha spiegato Bronzino – che nasce da un humus che non ha ancora il riconoscimento della critica e che ha bisogno di un luogo di incontro e di confronto. È anche importante la creazione di una serie di eventi di avvicinamento nei mesi precedenti all’apertura, così da non limitare la visibilità al periodo a ridosso delle giornate del Festival e sensibilizzare il pubblico creando aspettativa. Si potrà così lavorare in sinergia con le realtà che programmano tutto l’anno, così da intercettare il pubblico con largo anticipo, e creare possibili travasi di pubblico tra il Festival e altri contenitori.

È importante il rapporto con la città ed è necessario sfruttare sia la ricchezza di luoghi dove ospitare le rappresentazioni sia dei percorsi sul territorio. Tutti questi elementi posso ridare un’anima ad Asti Teatro”.

“Siamo onorati del fatto che Emiliano Bronzino abbia accettato questa sfida – ha concluso il sindaco Fabrizio Brignolo – che speriamo possa dare non solo una nuova identità al Festival ma anche un posto di rilievo per Asti nel mondo del teatro”.

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