Chiusura agenzia Entrate di Canelli, depositata interrogazione in Senato

In merito all’annunciata chiusura della sede dell’agenzia delle Entrate di Canelli, che fa seguito alla recente cessazione dell’attività della sede di Nizza Monferrato, è stata depositata giovedì 13 luglio al Senato un’interrogazione urgente con risposta in commissione Finanze al Ministro dell’Economia.

L’interrogazione è stata sottoscritta dal senatore Federico Fornaro, vicecapogruppo di Articolo 1- MDP e da Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1-MDP e componente della commissione Finanze di Palazzo Madama. Questo il testo:

«Premesso che:
da notizie diffuse in sede locale si è profilata la possibilità della chiusura dello sportello decentrato di Canelli dell’Agenzia delle Entrate di Asti;

la zona dell’astigiano era stata già riguardata anni fa dalla chiusura anche dello sportello di Nizza Monferrato con conseguente diminuzione dei servizi più prossimi ai cittadini e alle attività produttive

mentre lo sportello di Nizza aveva dei costi effettivamente elevati per le finanze pubbliche, quello di Canelli era in locali messi a disposizione a costo zero dal Comune proprio per conservare i servizi al pubblico il più possibile vicini ai cittadini

la convenzione fra il Comune e la direzione dell’Agenzia aveva permesso addirittura di potenziare la sede di Canelli con l’immissione di nuove unità di personale

l’argomento usato per giustificare la chiusura della sede sarebbe quello di una politica di contenimento dei costi che in questo caso si risolverebbe in un danno per un territorio, quello dell’agricoltura e dell’industria enologica astigiana, per il cui sviluppo è indispensabile una presenza capillare e intelligente dello Stato e delle sue strutture periferiche

si chiede di sapere:
se al Ministro risulti l’intenzione di chiudere anche lo sportello di Canelli dell’Agenzia delle Entrate di Asti e se nel caso non ritenga di dover intervenire per favorire un ripensamento in ordine all’opportunità di una decisione penalizzante per un territorio di grande pregio economico e produttivo

se più in generale non si ritenga di dover gestire le politiche di economia delle spese di gestione di servizi fondamentali in modo da non pregiudicare la qualità degli stessi e la percezione del ruolo dello Stato presso i cittadini.»

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