Dibattito tra i canellesi sulla opportunità di abbattere alberi ornamentali

Un interessante dibattito si è aperto tra i cittadini canellesi di cui riferisce il maestro Romano Terzano (Unitré di Nizza Monferrato-Canelli):
“Gli alberi ornamentali sono utili o ingombranti ?
Fa discutere la gestione degli alberi ornamentali del Comune di Canelli. Con un comunicato del 15 giugno scorso l’Amministrazione comunale ha informato i cittadini sulla necessità di abbattere 29 olmi siberiani di viale Risorgimento che, in seguito ad una perizia di esperti, sono stati classificati in classe D, cioè con alta probabilità di caduta. L’abbattimento è stato prontamente eseguito ed ora l’alberata presenta numerosi nuovi varchi che vanno ad aggiungersi a quelli esistenti in precedenza in seguito a morie o ad abbattimenti, effettuati negli scorsi anni. Nel documento informativo si legge che gli alberi ornamentali che crescono lungo le strade, interessate da un traffico intenso, non hanno vita lunga a causa dell’ambiente ostile e dell’asfalto che le opprime. A nostro avviso tra le cause della moria prematura aggiungeremmo anche gli interventi di potatura troppo aggressivi praticati più volte negli anni passati: vere e proprie capitozzature che a lungo andare indeboliscono gli alberi, li rendono brutti, pericolosi e sofferenti. Questo punto delicato pare sia ormai superato in quanto nella relazione si legge che gli amministratori intendono praticare metodi di manutenzione che “escludano ad esempio la capitozzatura”. L’Amministrazione comunale ha indetto una gara tra esperiti incaricati di produrre uno studio al fine di ristrutturare l’alberata, unitamente a quella di viale Indipendenza, con un notevole impegno di spesa rispettivamente di 300.000 e 200.000 euro. Tra i cittadini non indifferenti al problema si sono levate interessanti discussioni. Da una parte ci stanno quelli che sostengono che nel centro urbano non servono gli alberi ornamentali in quanto siamo circondati da ridenti colline ricche di vigneti e di boschi. Preferiscono ampi spazi per il parcheggio, suoli liberi da foglie, grondaie non intasate dalle foglie, finestre non coperte dai rami, viali liberi da alberi che possono provocare incidenti stradali. Non temono le isole di calore durante l’estate in quanto automobili e case sono quasi sempre dotate da impianti di raffrescamento. L’ombra serve poco in quanto in città ci si sposta con l’ automobile. Dall’altro canto ci sono cittadini più riflessivi ed impegnati nella custodia dell’ambiente e del benessere fisico e psicologico. Sostengono che gli alberi ornamentali danno benessere con la bellezza della loro chioma, danno fresca ombra durante la calura estiva, forniscono ossigeno, purificano l’aria dalle polveri sottili, accolgono tanti animali che mantengono l’ambiente ricco di biodiversità, danno un senso di serenità, attutiscono i rumori del traffico veicolare, proteggono dal caldo le case esposte al sole, aumentano il valore degli immobili, rendono accogliente la città per chi viene a visitarla. Esperti famosi livello internazionale come Stefano Mancuso, docente di neurofisiologia vegetale presso l’ Università di Firenze, rettore di laboratori di ricerca sparsi in tutto il mondo, sostengono che la lotta ai cambiamenti climatici ed al surriscaldamento della Terra si contrasta piantando migliaia di miliardi di alberi, specie nelle città che dovrebbero diventare oasi immerse nel verde. Il discorso è aperto. Le isole di calore che hanno oppresso anche la nostra cittadina durante questa caldissima e siccitosa estate dovrebbero farci riflettere sulla necessità mettere in atto accorgimenti utili per meglio curare l’ambente. Prossimamente, come hanno promesso i nostri Amministratori comunali, il piano di ristrutturazione delle nostre alberate verrà pubblicato e messo a disposizione dei cittadini per la raccolta di proposte e chiarimenti su un tema di notevole rilevanza quale è quello relativo al decoro della nostra città ed al benessere di chi la abita. Ci auguriamo che al momento della pubblica discussione la partecipazione dei cittadini sia massiccia e propositiva. Sarebbe un’occasione di crescita culturale che, in futuro, potrebbe dare copiosi frutti, visto che gli alberi ornamentali si sviluppano in un arco temporale che attraversa diverse generazioni.”

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