Il sindaco di Nizza scrive alla Regione sul futuro dell’ospedale della Valle Belbo

Con 14 positivi residenti e 6 domiciliati altrove, 11 in quarantena ed un solo deceduto, la situazione epidemica nicese è stabile. Se ciò, a due mesi dall’insorgenza del problema, sia o meno un bene lo si lasci stabilire agli esperti. Di certo a soffrirne è tutto il sistema produttivo ed in particolare quello turistico – alberghiero di una località: Nizza che stava trasformando questo settore un punto di forza.

A parlarne è stato l’assessore Marco Lovisolo che ha informato di sicuro annullamento di alcune manifestazioni e di modifica strutturale di tante altre più avanti in calendario.

Tra gli eventi caduti sotto la mannaia del virus c’è anche “Nizza è Barbera” che piuttosto di snaturarne l’organizzazione si è preferito rinviarla al prossimo anno con magari eventualmente un richiamo nell’autunno… Comunque tutto l’Assessorato, anzi l’intera Amministrazione coordinata da Alba Ferrero, è al lavoro per salvare il salvabile e garantire nella massima sicurezza una certa continuità, almeno apparente, nel corso della prossima estate.

Senza per questo subire l’accusa di estrema “realpolitik” l’Amministrazione ha in questi giorni colto l’occasione per risollevare in Regione l’annoso problema riguardante il futuro dell’ospedale della Valle Belbo: il complesso sanitario che dovrebbe sostituire l’ormai obsoleto Santo Spirito la cui destinazione d’uso nel corso dell’ultimo decennio ha subito consistenti variazioni.

Facendo riferimento al gruppo di lavoro presieduto da professor Ferruccio Fazio, recentemente costituito con la chiara e precisa finalità di formulare proposte per il miglioramento dell’assistenza territoriale che avrà come punto di forza la realizzazione di una strategia che ponga particolare attenzione alla medicina del territorio ed al corretto rapporto tra assistenza ospedaliera e territoriale, il sindaco Simone Nosenzo propone alcune considerazioni sulla trasformazione di fatto del “presidio ospedaliero” nicese in “presidio sanitario” territoriale.

Alla luce delle criticità palesatesi in questa emergenza epidemica: sia a livello mondiale che nazionale ma soprattutto locale, il sindaco Simone Nosenzo auspica che la politica riveda quanto fatto in passato modificando l’approccio alla Sanità in senso lato fino a ridisegnare, se necessario, l’assetto assistenziale regionale.

Nella lettera inviata in Regione ripropone quindi la nota vicenda del cantiere del “nuovo ospedale”, fermo da troppi anni ed il cui completamento potrebbe essere utile fin da subito anche in conseguenza di un ripensamento del suo progetto troppe volte modificato. Si potrebbe infatti con esso avviare la ristrutturazione degli assetti sanitari regionali in un’ottica al “rialzo” facendolo diventare primo esempio di una struttura che, realizzata secondo il suo progetto originale, potrebbe tornare utile per affrontare anche la malaugurata ipotesi di nuove future crisi epidemiche, o altra emergenza, offrendo un ulteriore numero di posti di degenza. È questa, a pare dell’estensore, una proposta semplice ed assolutamente attuabile da sottoporre all’attenzione di coloro che sono stati incaricati a presiedere o collaborare con il gruppo di lavoro altamente qualificato che supporterà l’assessorato alla Sanità.

L’ipotesi potrà essere esaminata con professionalità e competenza tenendo conto delle tante realtà di una regione dove giace una struttura attualmente incompiuta che potrà, da subito, essere considerata una grande risorsa oltre che un’importantissima opportunità per la sanità in senso lato.

In attesa che dalla città della Mole giunga un riscontro, nella città del Campanon si agisce anche a favore di coloro che il virus ha colpito non necessariamente nella salute ma nella condizioni economiche e sociali. Per essi, singoli o nuclei familiari, sono stati stanziati 37.535 euro di cui 18.140 già erogati, grazie anche alla sensibilità dei nicesi che hanno donato 14.160 sul conto corrente “IT 46 A 06095 47590 000000002833”. (Domenico Bussi)

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