Vinchio, rievocazione storica della vittoria di Aleramo sui saraceni e Sagra dell’asparago

Nel circondario di Vinchio un capillare intreccio toponomastico ricorda uno scontro avvenuto nei primi decenni del X secolo tra Aleramo, futuro marchese di Monferrato, e i predoni saraceni scesi forse lungo le valli che separano queste terre dal mare.

Da circa quarant’anni si cerca di sfruttare queste riminiscenze popolari per valorizzare l’asparago, un ortaggio che, proprio come i figli di Agar, pare abbia avuto origine in medio oriente.

Una coltura di nicchia proprio su quelle serre che, dalla dorsale collinare che cominciando a nord di Ceva divide le valli Tanaro e Belbo fino a Oviglio, si protendono verso il Tiglione, e che la tradizione racconta furono teatro del sanguinoso scontro menzionato. Pur non avendo mai ottenuto una “dop”, per altro mai richiesta, l’ortaggio era già apprezzato da raffinati estimatori e da allora è ormai sinonimo di tipicità, acquisita anche grazie all’originale abbinamento con storia e leggenda, tra i buongustai del Nord ovest italiano.

Per chi vorrà trascorrere una serata piacevole tra buon cucina ed intrattenimenti originali a tema, senza troppo chiedere alla Storia ufficiale, potrà recarsi sabato 6 maggio a Vinchio dove comitati, gruppi folcloristici e pro loco saranno pronti a soddisfare le personali aspettative.

Dal tramonto fino a notte fonda potrà intrattenersi agli stand per gustare i piatti delle tradizione proposti dalle Pro-loco di Incisa Scapaccino, Castelnuovo Belbo, Vinchio, Vigliano d’Asti, Vaglio Serra, Santa Caterina di Rocca d’Arazzo, Cortiglione, Nizza Monferrato, Mombercelli, Montaldo Scarampi, Isola d’Asti, dal Comitato per Noche, dall’Azienda agricola Laiolo – Reginin, dalla Cantina sociale di Vinchio-Vaglio, dall’Agriturismo San Michele e dal Gruppo Alpini di Vinchio.

Proposto per i primi vent’anni nell’ambito di una sagra di una giornata culminante in un pranzo durante il quale veniva proposto cucinato in tutti i modi che la tradizione locale prevedeva, presto suggerì iniziative collaterali. Per alcuni anni furono anche organizzati convegni di studio sulle tracce arabe nel sud Piemonte ancora presenti nei toponimi di molte località ed anche in alcune espressioni colorite che purtroppo vanno svanendo.

Una ventina di anni fa la svolta, quando si pensò, con l’Amministrazione di Renzo Giordano, di non limitarsi a raccontare una storia, o leggenda che fosse in un convegno dedicato ad alcune decine di persone, ma farla rivivere ad un numero assai maggiore di partecipanti che con l’andare delle edizioni sui attestarono sulle molte migliaia.

Per una serata il paese riacquista, grazie a particolari accorgimenti atti a nascondere le modernità senza per altro limitarne i benefici come le luci elettriche opportunamente mascherate, un aspetto antico con cento taverne. E dal tramonto a notte fonda, i Saraceni tornano a Vinchio.

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