Classico 2016 presenta il libro “Conforme alla gloria” di  Demetrio Paolin

demetrio-paolinGiovedì 30 giugno, alle ore 21, Demetrio Paolin presenterà a Canelli il proprio romanzo, “Conforme alla gloria” (Ed. Voland), tra i dodici finalisti del Premio Strega 2016.
L’evento, organizzato da dall’Associazione Classico in collaborazione con Memoria Viva Canelli, è parte del programma del ‘Fuori Festival Classico 2016’ e si terrà in Piazza Amedeo d’Aosta.

Demetrio Paolin (Canelli, 1974) vive e lavora a Torino. Ha pubblicato poesie, saggi, racconti e romanzi. Ha collaborato con Corriere della Sera, il manifesto, Metropolis Zero, Vibrisse e il sito BookDetector. Alcuni suoi saggi e racconti sono apparsi su Nuovi Argomenti, Nuova Prosa e Nazione Indiana. Ha pubblicato, tra gli altri, i saggi Una tragedia negata – il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana, Il Maestrale (2008) e Non fate troppi pettegolezzi, LiberAria (2014) e i romanzi Il mio nome è Legione, Transeuropa (2009) e Conforme alla Gloria, Voland, candidato al Premio Strega 2016.

“Conforme alla gloria”. Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l’incubo di un padre scomodo, una ex SS che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria.
L’immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani, ex deportato, sopravvissuto a Mauthausen grazie alla sua abilità artistica e proprietario di un negozio di tatuaggi a Torino, e della giovane modella Ana. Un romanzo potentissimo, disturbante, sorprendente, dallo stile intenso e nitido, che è anche una riflessione sul rapporto tra vittima e carnefice, su quale sia il confine tra umano e disumano.
Ambientato tra la Germania e Torino, il romanzo abbraccia un periodo di tempo tra la metà degli anni ottanta e i giorni nostri, affondando diverse volte nelle piaghe della reale (dall’incendio della Thyssen Krupp alla morte di Primo Levi) e restituendo all’immagine dello specchio una narrazione dalle tinte terribili quanto la nostra realtà quotidiana.

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