Prossimo un altro viaggio umanitario del Cis in Etiopia

BF2-2004Ultimi preparativi del dott. Luigi Bertola, presidente CIS, in partenza da Canelli, con il suo viaggio umanitario, per l’Etiopia. La partenza, insieme al prof. Lucio Zannini e Pier Gabriele Riccio, avverrà domenica 8 febbraio dall’aeroporto di Genova.

Il dott. Bertola racconta: «La settimana scorsa siamo stati invitati da Radio Veronica di Torino per presentare il prossimo ed ormai vicino viaggio. Con me doveva esserci anche Piero Bottero, presidente della Croce Verde di Nizza, che ha donato il mezzo al CIS e che purtroppo non è venuto per lavoro, mentre erano presenti, venuti appositamente da Genova, il prof. Lucio Zannini, primario di cardiochirurgia pediatrica al Gaslini, e la moglie Daniela che lavora nel Reparto per organizzare gli interventi ai bambini extraeuropei. Il professore, su mia richiesta, ha parlato del suo lavoro in ospedale, in Algeria, per operare bambini al cuore, due fine settimana al mese.

ElisabethElisabeth. Ho anche parlato della nuova bella notizia e cioè che sono riuscito ad organizzare l’intervento al Gaslini, per grave cardiopatia reumatica ad Elisabeth, graziosa e semplice bambina senegalese, molto sfortunata perché abitante in un villaggio sperduto insieme a sei fra fratelli e sorelle, il cui padre lavora saltuariamente in campagna per sfamare tutte quelle bocche. Dobbiamo farci carico anche del viaggio  della bimba e della madre che l’accompagnerà, oltre al mantenimento della stessa per un mese qui in Italia. In questo ci aiuta molto la onlus di Aosta Ana Moise che collabora con noi da qualche anno grazie alla disponibilità del suo presidente Alessandro Gal.

Noi lo facciamo volentieri perché abbiamo sempre visto che questo serve a salvare una bambina da morte sicura. Elisabeth purtroppo ha avuto, il mese scorso, una recrudescenza della sua malattia reumatica con febbre alta. Adesso sembra che stia bene. Il ricovero al Gaslini è stato fissato per il 2 marzo, tre giorni dopo il nostro rientro.

Ambulanza. Ritirata l’ambulanza alla Croce Verde, ho passato il pomeriggio ad aggiustare alcuni particolari del mezzo. Aiutato da mia figlia Sara, insieme al professor Zannini, abbiamo imbarcato l’ambulanza alla ‘Messina’, a Genova che giungerà a Gibuti il 9-10 febbraio, giorno in cui noi saremo lì per sdoganarla e guidarla fino in Etiopia all’ospedale di Debrè Birhan nel nord est del Paese. Come sempre, i salesiani ci ospiteranno grazie alla gentilezza di don Mario Robustellini. Per la consegna del mezzo, l’ambasciatore dott. Mistretta ci ha organizzato un simpatico incontro.

Sull’ambulanza ho caricato un ecocardiografo che sono andato a comperare in un ospedale viennese, due defibrillatori ospedalieri, 100 paia di scarpe nuove donate dalla Bonini di Nizza, 3 barelle di diverso tipo, attrezzatura per l’ortopedia, materiale monouso per la sala parto ed operatoria, materiale scolastico donato dal solerte dr. Molan di Alessandria, farmaci regalati dalle farmacie dr. Sacco e dr. Bielli di Canelli e l’immancabile vino di Giuseppe Bocchino di Canelli, che speriamo non ci venga rubato in dogana a Gibuti.

Dogana. Uno degli scogli grossi che dovremo superare sarà la dogana etiope. A noi europei sembrerà strano, ma, in quei posti, alle dogane degli stati che ricevono tutto questo ben di Dio gratis, non importa minimamente quello che stiamo facendo e ci considerano sempre commercianti, quasi che lo facessimo per lucro! Si attengono rigidamente alle loro ferree leggi, vecchie di qualche centinaio di anni, e non si rendono conto che il tempo è cambiato anche per loro.

Da Gino Strada. Dopo aver visitato anche ospedali e centri medici in Etiopia visitando, proseguiremo via terra per Khartoum, in Sudan, dove ci aspettano all’ospedale cardiochirurgico Salaam di Gino Strada. Il prof. Zannini ha intenzione di creare una collaborazione con quell’ospedale.

Visite. Siamo stati invitati ad andare a conoscere gli italiani che lavorano al centro “Cooperazione italiana” dove porterò un defibrillatore da consegnare ad un ospedale nel sud est del Sudan, il cui direttore dott. Bortolan desidera incontrarci. Visiteremo anche il centro di recupero dei bambini di strada che mi rattrista sempre, ma che non manco mai di visitare nei posti dove vado.

Faremo anche visita alla missione salesiana per salutare don Jim Comino che vuole ad ogni costo invitarci a cena come suoi ospiti e che è l’italiano indubbiamente più conosciuto nel Sudan. In ultimo, visiteremo un sito archeologico le cui piramidi sono vecchie di qualche migliaio di anni.

Sicurezza. Non nascondo che, quest’anno, il rischio terrorismo ed il virus ebola ci hanno creato non pochi problemi. Abbiamo dovuto cambiare all’ultimo momento itinerario per tranquillizzare le nostre mogli, sempre un po’ in ansia, per questo tipo di viaggi. Per fortuna, mia moglie Ivana ha sempre cercato di tranquillizzare gli animi anche perché sa che sono molto meticoloso nell’organizzazione e non lascio nulla al caso.

Doccia fredda. Oggi l’ennesima doccia fredda che mi ha preoccupato non poco. Mi ha telefonato l’Ambasciata Etiope a Roma per dirmi candidamente, dopo 3 mesi dal ricevimento dei miei documenti, che dovremo rinviare la partenza di un mese perché i loro documenti doganali non erano ancora pronti! Ho risposto per le rime perché avevamo già in tasca i biglietti aerei e la nave con il mezzo partiva a giorni! Immaginatevi il mio stato d’animo! Ho aggiunto che se non potevo scaricare in Etiopia sarei tornato indietro e avrei donato l’ambulanza a Gibuti paese di certo bisognoso come il loro. Mi hanno risposto che avrebbero fatto il possibile per procurarmi i documenti. Speriamo! Certo che, fino all’ultimo, c’è sempre qualche cosa che crea ansia, ma, a situazioni critiche del genere, sono ormai abituato.

Dirette. Dimenticavo! Terremo due dirette con radio Veronica, grazie a mio fratello Gian Carlo: una da Addis Abeba in Etiopia e l’altra da Khartoum in Sudan. Prima di partire, come è consuetudine, ci ritroveremo tutti noi con le famiglie a cena per gli ultimi consigli del caso».

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