Al Salone del Libro premiati due canellesi

Due scrittori canellesi sono stati premiati, sabato 11 maggio, al Salone del libro di Torino. Si tratta di Marco Branda e di Gianna Menabreaz, i cui racconti sono stati scelti per essere pubblicati all’interno dei due volumi della raccolta antologica Racconti dal Piemonte 2019, edita da Historica Edizioni, di Cesena.

I lavori dei due autori canellesi sono stati selezionati all’interno di una vasta produzione inviata in occasione del concorso, giunto alla quinta edizione, indetto dall’editore in collaborazione col sito Cultora (www.cultora.it).

Marco Branda, 23 anni, laureato in Lettere Comparate e Cinema al King’s College di Londra, dove sta attualmente frequentando il Master in Cinema, ha all’attivo la pubblicazione di alcuni racconti e di molte recensioni cinematografiche per siti specializzati. Marco ha presentato un racconto dal titolo Gli invisibili, storia breve ambientata in un non meglio identificato villaggio del Piemonte in cui si verifica un singolare fenomeno: alcuni abitanti nascono o diventano di punto in bianco invisibili. Nessuno è certo di come l’anatema colpisca, ma i più concordano che l’artefice sia la masca che vive dietro ai pini. Il primo a proporsi di spezzare il malocchio è Autìn, che, in quanto settimino, è immune alle arti oscure della masca. La strega promette di sciogliere l’incantesimo se il ragazzo riuscirà a superare le sue prove. Il racconto è una riflessione sulla cultura del pregiudizio e sulla diffidenza della tradizione di fronte al cambiamento.

Gianna Menabreaz, nata a Canelli 75 anni fa, ha pubblicato sei libri. Dopo l’esordio nel 2002 con la storia della propria famiglia raccontata ne L’abbandono, nel 2005 ha dato alle stampe Il sentiero che porta in collina. Un paese, le vite, in cui protagonista diventa l’intera comunità canellese. Nel 2008 è stata la volta de Gli ultimi testimoni: memorie di deportati e internati nei lager nazisti, testo dotato di un robusto impianto storiografico curato dall’Associazione Memoria Viva. A pugni chiusi, pubblicato nel 2012, è la biografia intellettuale e morale di Olimpio Marino, il comandante partigiano “Freccia”. Nel 2017, è stata la volta di Così è stato il mio tempo. Storie di vita vissuta, raccolta di memorie di amici del canellese. Nel dicembre 2018, infine, esce Fiori nel deserto. Testimonianze di “Giusti fra le Nazioni”, libro che narra le vicende della famiglia Luzzati-Tedeschi, ospitata e messa in salvo sulle colline di Loazzolo e Calosso. Il racconto incluso nell’antologia, dal titolo Il nostro torrente Belbo ieri e oggi, ha come punto d’inizio il 4 novembre 1994, giorno in cui Canelli fu devastata da una spaventosa alluvione che sconvolse buona parte della valle Belbo. Partendo da quel ricordo doloroso, Gianna ripercorre il periodo dei soccorsi portati dai volontari, ricostruisce la storia della costruzione della cassa d’espansione a monte del centro di Canelli, nei luoghi de La luna e i falò, ricorda il Cinto pavesiano, veramente esistito, ma, soprattutto, ci parla di Gian Carlo Scarrone, cui oggi quel luogo è dedicato. Gianna indugia a lungo nella descrizione del Parco Scarrone, della bellezza e del senso di pace che ispira quando si passeggia sui suoi argini. Ne descrive la flora e la fauna e il succedersi delle stagioni. Traspare, evidente, la sua enorme gratitudine nei confronti di Gian Carlo, un gigante che ci ha lasciato in eredità un Belbo più pulito, più vivibile, da custodire e sul quale vigilare.

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