Vietata la capitozzatura degli alberi ornamentali su tutto il territorio nazionale

Un notevole passo avanti nella tutela e valorizzazione del patrimonio arboreo delle città è stato compiuto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile c.a. del decreto del Ministero dell’Ambiente emanato il 10 marzo.

Da tempo numerose associazioni ecologiste e professionali operanti nel settore assieme a privati cittadini chiedevano provvedimenti legislativi contro la capitozzatura e gli abbattimenti di alberi ornamentali. Troppo spesso e diffusamente si è fatto ricorso alla capitozzatura, a drastiche potature di intere alberate, col pretesto di ridurne lo sviluppo e di renderle più presentabili. Tali interventi hanno comportato disastri sul piano estetico, sulla vita degli alberi, sulla sicurezza, con sperpero di risorse pubbliche.

La norma ormai in vigore mette fine a queste pratiche deleterie limitando gli interventi di potatura delle alberate per evitare l’alterazione della morfologia della chioma. Il Decreto si applica alle nuove aree verdi e alla riqualificazione di quelle esistenti. La principale novità consiste nell’estensione a tutto il territorio nazionale l’obbligo di osservare le norme adottate, mentre prima e troppo spesso ogni Amministrazione Comunale andava a ruota libera.

Il documento sottolinea come una corretta manutenzione e gestione del verde ne migliora la qualità e riduce la necessità di interventi di emergenza prevenendo eventi pericolosi per le persone. Affida la gestione a personale competente e qualificato richiedendo ad ogni operatore un attestato di qualificazione di “manutentore del verde”, rilasciato da un organismo accreditato. Gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente in periodi che non arrechino danno alle piante e non creino disturbo all’ avifauna nidificante ed effettuati solo in casi strettamente necessari. Questa puntualizzazione permetterà anche un notevole risparmio di risorse pubbliche.

Gli interventi previsti mirano ad impostare una corretta crescita della giovane pianta, ad asportare i rami deboli, male inseriti, storti, a ridurre il rischio di rottura, a ridurre la resistenza al vento e ,negli alberi adulti, a favorire la penetrazione della luce del sole all’interno della chioma. Adotta adottare misure di profilassi con l’asportazione di rami secchi e non in buona salute che possono costituire un facile ingresso di patogeni.

Molto stringenti sono le norme riferite agli aggiudicatori delle gare di appalto i quali devono categoricamente evitare il ricorso alla pratica della capitozzatura, della cimatura e della potatura drastica. Tali pratiche vengono definite dannose perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano poi maggiori costi di gestione.

Per quanto riguarda gli alberi destinati alle nuove aree verdi il Decreto specifica i vari criteri da rispettare e obbliga l’utilizzazione di “specie vegetali appartenenti alla flora italiana”. Parla poi dell’importanza dell’educazione ambientale “ come elemento essenziale per aumentare la sensibilità della comunità verso la tutela del patrimonio arboreo ed ambientale”.

Presso le scuole promuove lo svolgimento di attività didattiche destinate alla sensibilizzazione ambientale mediante visite guidate presso le aree verdi di maggior interesse allo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio arboreo locale. A detta delle associazioni ambientaliste che hanno sostenuto nel tempo la necessità di adottare nuove normative, il Decreto del Ministero dell’ Ambiente costituisce un passo in avanti di notevole importanza e una speranza nella lotta contro la cattiva gestione del patrimonio verde. Ora il Decreto dovrà necessariamente avere una ricaduta innovativa sulla gestione del verde anche nel Comune di Canelli.

Le pesanti capitozzature, gli abbattimenti che hanno interessato le principali alberate della città dovranno lasciare il posto ad un progetto e rispettoso dell’ambiente, meno dispendioso e maggiormente fruibile dalla popolazione. Anche il parco Boncore, dopo anni di travagliato abbandono, dovrà rinascere con nuova bellezza, nel rispetto della natura, per offrire in futuro un’ occasione di svago, di studio, di dolce riposo. (Romano Terzano)

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