Tombole per il volontariato: a Canelli una trentina

«Sabato prossimo al San Paolo, ci sarà la tombola di “Canelli per i bambini del mondo”. Vieni anche tu?».
Franco Onesti (‘Francone’), presidente dell’AISM, è, da una decina d’anni, l’anima delle tombole canellesi, i cui incassi sono destinati al volontariato. Con la moglie Anna, ti fa subito simpaticamente rivivere l’atmosfera che si prova partecipando ad una delle numerose ‘tombolate’ che da metà settembre a metà aprile si svolgono a Canelli.

La tombola “è un modo per non stare sdraiati e dormire davanti alla tv. Si passano momenti di gioia spensierata, rendendosi utili al volontariato sociale che a Canelli è molto sentito. Si ha bisogno di stare con gli altri, per comunicare, parlare, condividere i nostri pensieri e fastidi e ridere… Vi partecipano molte persone anziane che hanno voglia di sentirsi vive. Le nostre tombole sono frequentate da persone che arrivano dai paesi limitrofi, ma anche da Asti, Alba, Acqui e ci sentiamo tutti amici».

Oltre ad essere diventato l’esperto delle pratiche burocratiche, Franco Onesti è ambito ‘banditore’ e speaker che “dà i numeri”, in perfetto italiano, accompagnandoli con commenti ed espressioni proverbiali in dialetto canellese.

«La maggior parte delle tombole, sempre frequentate da 80/100 persone – dichiara Onesti – vengono giocate al Centro San Paolo, dalle ore 21 alle 24. Fino a qualche anno fa si giocava spesso anche fino all’una».

Come si svolge il gioco? «Si distribuiscono le cartelle: una a 7 euro, due a 14 euro, tre a 20 euro. I più prendono tre cartelle. Su ogni cartella da uno a novanta, sono riportati 15 numeri che vengono estratti da qualche bambino e passati al ‘banditore’ che li legge a voce alta (“dà i numeri”). E si procede per 6 giri da 5 ‘cinquine’ che vengono premiate con borse di alimentari. Segue ancora un giro con tre tombole che vengono premiate con 3 cestini sempre di alimentari. Da ultimo una tombola regalo che viene premiata con un cestino, in genere con salumi».

Perché tutto questo tuo impegno nel volontariato? «A Canelli i gruppi, le associazioni di volontari superano la sessantina. Di esse più di una quaranta sono ad indirizzo sociale e tutte con difficoltà economiche. Per questo, oltre a ringraziarle per quello che fanno, cerco di contribuire alla loro esistenza e alle loro iniziative».

La storia della tombola? «Ti riferisco quello che ho sentito raccontare. Dicono che il termine ‘tombola’ derivi da ‘roteare’ o far cadere i numeri nel paniere. Le sue origini si perdono nei tempi. Re Salomone, già negli anni del 900 A.C., si dilettava nella divinazione dei numeri. Origini più accertate ci conducono alla Kabala con riferimenti alla tradizione ebraica, persiana ed egiziana.

Allora, la numerazione era fatta con le lettere dell’alfabeto e poiché si pensava che le forze extraumane comunicassero mediante sogni, simboli, avvenne il passaggio alla cabala del lotto.
Nel 1700, in Italia, voluto dal re napoletano, si impose il gioco del lotto che venne definito da un certo padre Rocco “Ingiusto, ingannevole ed amorale”.

I 90 numeri del lotto venivano messi nei “panarielli” (a forma di tombolo) di vimini.
Ad ognuno dei 90 numeri fu attribuito un simbolo che si diversificò da regione a regione. I simboli delle tombole napoletane sono quasi tutti allusivi, alcuni anche scurrili».

Le date delle prossime tombole? «La prossima (31/1) è al Centro San Paolo, per l’associazione “Canelli per i bambini nel mondo”; sabato 7 febbraio al centro Santa Chiara; venerdì 13 febbraio, nella sede del gruppo Alpini; sabato 14 febbraio si giocherà nella sede dell’Acli; sabato 21 febbraio, alla Bocciofile; sabato 28 febbraio si giocherà nel teatro dei ‘Salesiani’; e si proseguirà sabato 7 marzo al San Paolo per l’Auser; sabato 14 marzo al San Paolo; sabato 21 marzo per Cerchio Aperto al Centro San paolo; venerdì 27 marzo nella sede del gruppo Alpini; sabato 28 marzo alla Bocciofila.

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