Solenne celebrazione del 5° anniversario dell’associazione “Ponte Di Pietra”

Domenica 28 febbraio, Canelli è stata visitata da un’alta delegazione governativa macedone, guidata dall’ambasciatore macedone di Roma Oliver Shambevski e dal direttore dell’Agenzia Governativa per l’immigrazione Vasil Naumov. Alla festa per celebrare il 5° anniversario dell’Associazione di Volontariato “Il Ponte Di Pietra”, erano presenti tutti coloro che hanno collaborato con l’associazione in questi primi anni di vita: in rappresentanza della Prefettura di Asti la dott.sa Mariangela Savoca ha inserito un rappresentante dell’associazione nel consiglio territoriale per l’immigrazione presso la Prefettura di Asti; il vicesindaco di Canelli Paolo Gandolfo, presente a tutte le iniziative dell’associazione e riferimento per la comunità macedone, in rappresentanza del Comune di Canelli ha regalato alle due autorità macedoni bottiglie di Moscato (lavorato prevalentemente da macedoni); il sindaco Flavio Pesce di Nizza Monferrato, una città con forte presenza di macedoni: più di 500 residenti, 3 dei quali nel consiglio direttivo dell’associazione; la direttrice dell’Istituto Comprensivo di Canelli Palmina Stanga, organizzatrice di corsi serali per gli immigrati; i Carabineri di Canelli; Alberto Battaglino e Tiziano Crocco segretari regionali del sindacato Uil, sempre vicini ai lavoratori agricoli macedoni; la Protezione civile che ha collaborato in diverse occasioni con Il Ponte di Pietra; la Croce Rossa; il rappresentante di Memoria Viva Massimo Branda, con cui è iniziata un’importante collaborazione; le associazioni culturali macedoni “Aminta” di Conegliano e “Alessandro Magno” di Piacenza.

MACEDONI 2L’ambasciatore Oliver Shambevski che ha regalato all’associazione una filigrana, simbolo dell’artigianato macedone, ricevendo un ringraziamento da parte dell’associazione e un regalo dal Comune di Canelli, ha ringraziato tutti coloro che aiutano la comunità macedone e ha portato il saluto da parte del presidente della Repubblica della Macedonia Gjorgje Ivanov (dal 1 marzo è in visita in Italia) ed ha ringraziato l’associazione per i rapporti che mantiene tra Macedonia e Italia.

Il direttore dell’agenzia governativa Vasil Naumov ha detto che il governo macedone mantiene i rapporti con la diaspora macedone nel mondo tramite vari progetti: sovvenziona i voli agevolati di tutto il mondo da e con Skopje, agevolazioni per quelli che vogliono investire in Macedonia o torneranno a vivere in Macedonia, riconoscimenti per gli attivisti e per le varie associazioni che mantengono viva la cultura macedone e le sue tradizioni.

MACEDONI 3Il Ponte di Pietra ha ringraziato il consolato di Mestre che, tre volte all’anno, è presente a Canelli per fornire, ai cittadini macedoni, documenti necessari.
Un ringraziamento speciale a Piero Montaldo (assente) per l’aiuto dato all’integrazione della comunità macedone e nelle pratiche burocratiche sia nella fase iniziale (statuto, registrazione, riconoscimento onlus), che successivamente.
Hanno ricevuto un ringraziamento anche: la ditta di trasporto Metak – Trans; i soci fondatori e non, più attivi negli ultimi anni: Maja Spasova, Marina Nikolova, Vlado Andonov, Trenchovski Ace, Zlatko Mitev.

Il segretario attuale Hristina Janevska, da parte del Consiglio Direttivo, ha consegnato alla Presidente Ilona Zaharieva un riconoscimento che ha dedicato a tutti i soci attivi.
Questo è stato, il suo nutrito e sensibilissimo discorso conclusivo: «Cinque anni fa nasceva l’associazione “Il Ponte di pietra”, dalle cui parole iniziali vorremmo ripartire per continuare a celebrare questa importante ricorrenza.

Allora dicemmo: “Come il Ponte di Pietra di Skopje, capitale della Repubblica di Macedonia, unisce le due anime della città, quella moderna occidentale e quella antica ottomana, così questa associazione vuole collegare idealmente la Comunità Macedone in Italia alla Madrepatria ed al territorio che oggi la ospita”.
Volevamo fare tanto e l’abbiamo fatto, ma, tutti insieme, possiamo fare di più.

Un progetto che abbiamo cercato di realizzare in questi anni con molteplici attività atte, da un lato, a mantenere vivo e vitale il legame con la nostra terra e, dall’altro, a costruire un’integrazione sempre più attiva con la nostra terra di adozione, per noi e per i nostri figli, che ormai considerano l’Italia sempre più la loro terra.
Un progetto che solo ora ci rendiamo conto essere sempre più attuale. Quel ponte così bello, ma soprattutto così forte da resistere per secoli a guerre, alluvioni e terremoti oggi si pone sempre di più come alternativa ai muri che ogni giorno sorgono in Europa.

Questo ponte fatto di solida pietra non unisce solo due parti della città, non unisce solo idealmente i macedoni alla loro terra, non unisce solo religioni diverse, storie e speranze di un popolo che, come tanti altri nella storia, ha dovuto abbandonare la propria nazione per dare un futuro ai propri figli, questo ponte ha resistito nel tempo più di ogni altro muro costruito dall’uomo in Europa, più delle mura delle città, più delle linee di difesa fortificate, più del muro fisico e politico che ha diviso in due l’Europa nel XX° secolo.

Nessun muro ha mai portato ricchezza serenità benessere e sviluppo, e durante le guerre la prima cosa che viene distrutta sono i ponti, per isolare le popolazioni, per sottometterle, per far regredire le civiltà, i valori, le speranze, ma quando ritorna la pace, la prima cosa che viene ricostruita sono proprio i ponti. Forse tutto questo dovrebbe insegnare ad ognuno di noi qualcosa.

Noi il ponte l’abbiamo già, è il simbolo della nostra capitale, della nostra civiltà, della nostra libertà. È bellissimo e solido, è transitabile nei due sensi, quello che noi abbiamo già percorso e quello che nel cuore di ognuno di noi vorremmo ripercorrere un giorno. È un ponte che noi vorremmo attraversare con tutti quelli che non lo conoscono e che invitiamo a visitare, certi che saranno accolti con altrettanta umanità, simpatia ed affetto con cui noi siamo stati accolti qui, e di cui oggi, a nome di tutti i macedoni e non solo, vi ringraziamo».

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