Biagio Riccio presidente ConfArtigianato propone un bis delle sagre a maggio

Biagio Riccio presidente ConfArtigianato di Asti interviene con proposte  in merito alle manifestazioni astigiane:
Con la chiusura della prefettura, si è sancita la distruzione della nostra amata provincia, seguendo la tradizione che vuole gli amministratori in carica pronti a vendere il territorio di cui avevano giurato, al momento delle elezioni, difesa ad oltranza, amore incondizionato e abnegazione assoluta a favore di ciò. E meno male che il nostro sindaco è un renziano della prima ora, figuriamoci se era un civatiano; la provincia l’avrebbero chiusa con i droni!

Questo si riflette su tutto il tessuto sociale, ammantandolo di una opacità e di una tristezza che pervade le persone, rendendole apatiche e svuotandole della volontà, quasi rassegnate a pensare che non ci si possa fare nulla, relegandole ad attendiste della inevitabile fine.

Questo grigiore, che si stende anche sulle ultime cose degne come le Sagre, il Palio e la Douja, quest’ultima in evidente sofferenza, mi fanno pensare che la carenza maggiore sia di idee e minore sia la problematica economica. Basta pensare a quale sacrificio monetario è stato chiesto alle pro loco, non rendendosi conto che proprio esse sono il motore della manifestazione oltre che sempre più solitaria risorsa dei territori di appartenenza, privandole di una parte significativa di risorse oltremodo necessarie.

Sono contrario alla sfilata di recupero, proprio per il rispetto di quelle persone che volontariamente rinunciano ad una parte delle ferie per esserci e aiutare, relegando ad assenti le proloco più piccole a favore di quelle più strutturate. La mia proposta invece è Sagre straordinarie nel mese di maggio, con le stesse modalità settembrine così da raddoppiare l’evento, sia come esperimento che armonizzazione dei costi, che per altro, necessitano di una pesante revisione. Tutto il settembre astigiano è da modernizzare, superando i limiti di cortile di qualcuno, applicando le più moderne tecniche di marketing oggi oltremodo convenienti.

Se la nomenclatura non sarà d’accordo, e le pro loco gradiranno l’esperimento, ci candidiamo ad organizzare e coadiuvare l’evento, chiedendo al mondo del Palio, altro settore in pericolo di vita, di essere parte attiva oltre che continuare ad essere parte integrante della città alla quale porta moltissimo, come visibilità ed economia, oltre a straordinario volano sociale e serbatoio di volontariato.

Su un progetto serio, che bypassi questa inesistente politica, sono convinto che le forze produttive si renderanno disponibili, e se sarà necessario, si occuperanno anche di reperire le risorse necessarie, evitando agli amministratori perdite di tempo, troppo occupati a capire di chi è la responsabilità di uno scolo a cielo aperto dove muore la gente o a mettere i cartelli di pericolo in Via Guerra dove i rom continuano a rubare i tombini lasciando voragini ed a utilizzare le strade come bagni personali.

E’ ora di passare dal generico “si può fare” al più consono “facciamolo”. Forse la fine, non è poi così vicina.

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