Evidente l’urgenza di terminare l’ospedale della valle Belbo

Il dramma del Coronavirus, che a Nizza ad oggi fa registrare 4 deceduti, 12 positivi tra cui uno ricoverato, e 16 in quarantena, ha permesso di risollevare sul tavolo regionale il problema della carenza sanitaria nel sud della provincia astigiana e sul futuro dell’ospedale della valle Belbo.

A fianco dell’iniziativa di due settimane or sono, quando il sindaco Simone Nosenzo ha inviato un’istanza alla Regione, si schiera il presidente della provincia Paolo Lanfranco che, condividendone le idee, mette in evidenza la necessità di realizzare una nuova struttura poiché un solo ospedale.
Il Massaia di Asti non è in grado di soddisfare le aspettative di tutta una provincia. L’epidemia in corso evidenzia, senz’ombra di dubbio, la necessità e l’urgenza di garantire i servizi necessari alla popolazione.

Per l’interminabile “fabrica” ad oggi sono stati spesi circa 20 milioni ed altri 22 ne servirebbero per completare l’opera secondo le recenti modifiche; meno del preventivo del progetto originale. Per i tempi di realizzazione s’ipotizza un periodo di tre anni ma, sottolinea Nosenzo, se ce ne fosse la volontà, si potrebbe fare prima. Di tale avviso anche Lanfranco.

Attualmente l’edificio è terminato nella sua parte strutturale, ma è totalmente da impostare per quanto riguarda la suddivisione interna e l’arredamento. Così com’è rappresenta una grande potenzialità a disposizione di tutta la sanità locale e nel corso della sua ultimazione si dovrà tener conto anche della realtà in cui è contestualizzato che necessita di strutture ospedaliere di capienza adeguata e facilmente raggiungibili nonostante la morfologia del territorio.

Se il nosocomio astigiano potrà servire il capoluogo e il nord della Provincia, in valle Belbo si potrà far fronte, anche se con una struttura di dimensioni ridotte, ai bisogni del territorio. (Domenico Bussi)

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