Marco Drago nell’Olimpo della narrativa italiana al Book Pride 2016

Il canellese Marco Drago, scrittore, autore radiofonico, direttore della collana «Reloaded» della casa editrice milanese Laurana (che ripropone, esclusivamente in ebook, opere già edite di narrativa italiana dagli anni 90 ai 2000) e direttore artistico di Classico, è stato inserito con l’opera “L’Amico del pazzo e altri racconti” tra i 210 protagonisti della narrativa italiana (1990-1999) nel manifesto presentato dalle Edizioni Atlantide nella tre giorni del Book Pride 2016, la fiera dell’editoria indipendente che si è tenuta a Milano da venerdì 1 aprile fino a domenica 3 aprile. Insieme all’altro manifesto, quello dei 203 grandi della narrativa americana (1900-2015). In entrambi campeggia un “albero”, disegnato dall’artista Emiliano Maggi, su cui sono impilati i libri scelti.

La coppia di studiosi che ha compilato la lista degli scrittori italiani è costituita da Simone Caltabellota ed Edoardo Camurri. Per la narrativa americana la scelta è stata fatta da Luca Briasco e Mattia Carratello.

Scorrendo i nomi dei grandi della narrativa italiana del secolo scorso, spiccano quelli di Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Edmondo De Amicis, Gabriele D’Annunzio, Emilio Salgari, Luigi Pirandello, Filippo Tommaso Marinetti, Italo Svevo, Alberto Moravia, Mario Soldati, Curzio Malaparte, Carlo Levi, Elio Vittorini, Primo Levi, Cesare Pavese, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Arpino, Mario Rigoni Stern, Beppe Fenoglio, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Alessandro Baricco.

«Che sorpresa! – ha commentato a caldo Marco Drago – Di solito non entro mai nei vari cànoni che ogni tanto qualche critico o giornalista culturale traccia dalle pagine dei periodici: i migliori scrittori italiani del dopoguerra, degli ultimi 30, 20, 10 anni. Che un mio libro sia considerato, da ottimi critici quali Caltabellota e Camurri, tra i migliori del XX secolo mi dà davvero tanta soddisfazione ma, soprattutto, come dicevo prima, mi sorprende. Così come sorprende la presenza ridotta di libri scritti da donne, forse perché i due selezionatori sono uomini e in letteratura vige la normalità dell’omoerotismo di gusti.»

Tra gli autori italiani figurano infatti soltanto 19 donne: Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Fausta Celiante, Irene Brin, Alba De Cespedes, Renata Viganò, Anna Banti, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Oriana Fallaci, Lidia Ravera, Isabella Santacroce, Melania Mazzucco, Elena Ferrante, Goliarda Sapienza, Dacia Maraini, Susanna Tamaro, Maria Teresa Di Lascia, Silvia Ballestra.

«E’ l’opinione di due critici, – continua Marco Drago – non è il giudizio di Sainte Beuve… però son contento. Se non piace Sainte Beuve (troppo raffinato) potete sostituirlo con Harold Bloom. A essere pignoli è un canone di libri e non di autori. Quindi – conclude – il merito è del libro “L’Amico del pazzo e altri racconti” (1998, I Canguri/Feltrinelli, ndr)».

Nell’inchiesta pubblicata recentemente sulla rivista cartacea del Pen Club, dal titolo “Solo edizioni ebook per salvare dall’oblio i narratori dagli Anni Novanta ai Duemila”, Marco Drago evidenzia la sua attenzione alle novità in campo editoriale: «Quella della casa editrice Laurana è un’opportunità resa possibile dai bassi costi del digitale ma anche dalla politica editoriale di questi ultimi anni che ha saturato il mercato con troppi titoli condannandoli a una vita media brevissima. Chi non ricorda i banconi delle librerie traboccanti di novità e di bestseller pigliatutto? Fra questi titoli, l’editrice Laurana fa una nuova scelta coerente con la sua espressa vocazione di “pubblicare libri utili” e cioè di utilizzare la narrativa per far luce sulla realtà. Ridiamo la vita a titoli morti. Li andiamo a prendere dai cataloghi di tutti gli editori italiani. Ora è il momento di pensare appunto a quali testi fare uscire solo in ebook. Spero che non prevalga la logica dell’ebook come serie B della carta e che quindi vengano parcheggiati nel settore elettronico tutti quegli autori con un pubblico non numerosissimo. Fare un ebook costa pochissimo, distribuirlo costa pochissimo.»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *